clarity act, i democratici respingono l'offerta finale e rilanciano a poche ore dal voto
Per la cloture servono 60 voti favorevoli su 100 senatori; i repubblicani ne hanno 53, quindi ne mancano 7.
cosa c'era nell'offerta, e perché i democratici l'hanno respinta
L'offerta presentata dai repubblicani domenica, che loro stessi chiamavano «ultima e definitiva»: oltre 600 pagine; 126 modifiche chieste dai democratici; un pacchetto etico accettato da Trump, per cui i politici non potrebbero più emettere crypto e dovrebbero vendere le partecipazioni rilevanti o metterle in un blind trust.
ai democratici non basta. lunedì si sono riuniti nell'ufficio di schumer e in serata hanno spedito una controproposta. il nodo resta la famiglia trump, che nel 2025 ha dichiarato oltre 1,4 miliardi di redditi crypto. secondo i democratici il nuovo testo non consente ai procuratori generali degli stati di agire direttamente contro il presidente, e lascia all'office of government ethics la possibilità di autorizzare i funzionari a tenersi i propri affari crypto.
chi frena, e cosa succede dopo il voto
il voto di oggi è una cloture, il passaggio che chiude l'ostruzionismo e porta la legge in aula. servono 60 sì e i repubblicani ne hanno 53. su polymarket la probabilità che il clarity act diventi legge entro l'anno è scesa al 18%.
Il Senato americano ha 100 seggi e i repubblicani ne hanno 53; per la cloture, il passaggio che chiude l'ostruzionismo, servono 60 voti favorevoli.
se la cloture passa, restano dibattito, emendamenti, voto finale e il ritorno alla camera. se non passa, con le elezioni di metà mandato a novembre, la legge rischia di slittare al 2027.
Se la cloture passa, restano il dibattito in aula, gli emendamenti, il voto finale e il ritorno alla Camera; se non passa, con le elezioni di metà mandato a novembre, la legge rischia di slittare al 2027.
la percentuale è il prezzo del «sì»: quanto il mercato paga la scommessa, non una previsione nostra