cos'è una criptovaluta, se non è una moneta
Un token può incastrarsi nel sistema che lo usa, perché serve a pagare le commissioni della rete, a ricevere una parte dei ricavi, a dare condizioni migliori o a votare, oppure restarne fuori, e in quel caso il suo prezzo dipende solo da chi comprerà dopo.
da dove arriva l'idea?
l'idea era una sola: fare del denaro che non dipendesse da nessuna banca e da nessun governo. un sistema in cui a dire «questi soldi sono tuoi e li hai spesi una volta sola» fosse una regola matematica che chiunque può verificare, invece di un istituto a cui devi credere sulla parola.
in informatica quel problema era rimasto aperto per vent'anni. il documento non inventa la crittografia né le reti fra pari, mette insieme pezzi che esistevano già e risolve quello che mancava, cioè come mettere d'accordo migliaia di sconosciuti su chi ha ragione senza un arbitro. le migliaia di monete, la finanza onchain e anche i disastri sono venuti dopo, e vengono tutti da lì.
perché quasi nessuno la usa per pagare?
qualche eccezione c'è, e dice qualcosa. el salvador l'ha adottato come valuta legale nel 2021, insieme al dollaro, con l'obiettivo dichiarato di dipendere meno dalla politica monetaria americana. è stata una scelta politica più che commerciale: per la spesa di tutti i giorni lo usavano in pochi, e all'inizio del 2025, per chiudere l'accordo con il fondo monetario, il paese ha tolto l'obbligo di accettarlo.
moneta o riserva di valoreCome moneta bitcoin funziona male: il prezzo si muove troppo perché ci si possano segnare i prezzi, e i posti che l'hanno adottato come valuta legale lo hanno fatto per ragioni politiche. Come riserva di valore funziona come l'oro: si trasporta senza cassaforte, si divide fino all'ottava cifra, si vende a qualunque ora, e oscilla molto più dell'oro.
il posto che bitcoin si è preso davvero somiglia a quello dell'oro, qualcosa che si tiene perché mantiene valore nel tempo e non che si spende. rispetto all'oro ha tre vantaggi pratici, si trasporta senza cassaforte, si divide fino all'ottava cifra decimale e si vende a qualunque ora, e uno svantaggio, cioè che oscilla molto di più.
a cosa servono le altre migliaia?
I quattro usi di un token: pagare le commissioni della rete, e si verifica provando a operare senza; ricevere una parte dei ricavi, e si verifica seguendo le fee onchain; ottenere condizioni migliori in un servizio, e si verifica confrontando i costi con e senza; votare, e si verifica guardando se un voto ha mai cambiato qualcosa.
la seconda è prendere una parte di quello che il protocollo incassa, un po' come un dividendo. la terza è avere condizioni migliori dentro un servizio, commissioni più basse o funzioni riservate, che è la tessera fedeltà del supermercato portata sulla blockchain. la quarta è votare sulle decisioni, dai parametri di rischio a come si spende la cassa.
un token può averne una o più di una. quello che non può permettersi è non averne nessuna, perché se togli tutte e quattro resta solo il prezzo, e allora quello che stai comprando è la scommessa che dopo di te arrivi qualcuno disposto a pagarlo di più. è un mestiere legittimo, ma è un altro mestiere.
l'utilità dichiarata è sempre vera?
Detta male: un token che serve solo per usare il sito di chi l'ha emesso è come se Netflix obbligasse a comprare NetflixCoin per guardare le serie.
per accorgertene bastano due minuti: prova a immaginare il servizio senza il suo token. se funziona lo stesso, magari anche meglio, il token è un pedaggio, e chi lo compra paga per usare una cosa che potrebbe usare comunque.
la stessa prova vale per il voto, che i più entusiasti raccontano come una forma di democrazia. sulla carta lo è, nella pratica vince chi ha più token, e le decisioni le prende un pugno di indirizzi molto grandi. il diritto di voto da solo non ha mai dato valore a un token, glielo dà un meccanismo scritto nel codice, come racconta la nostra guida sul valore con il caso di uniswap.
Detta male: il voto coi token è teoricamente democratico e praticamente proporzionale a quanti token hai.
perché il prezzo di un token non dice niente?
Lo stesso valore totale può essere diviso in pochi pezzi costosi o in moltissimi pezzi da pochi centesimi: il prezzo del singolo pezzo dipende solo da quanti pezzi sono stati fatti, mentre il valore dell'insieme resta identico.
la cifra che conta è quella complessiva, cioè quanto vale l'insieme, e va letta sempre insieme ad altre due: quanti token esistono già e quanti ne arriveranno. un progetto che sembra piccolo perché in giro ce n'è poco, ma che ha ancora l'ottanta per cento da distribuire, piccolo non è, è solo in attesa.
da qui nasce l'errore più comune di chi comincia, comprare quello che «costa poco» perché sembra avere più spazio per salire. lo spazio per salire dipende da quanto vale l'insieme rispetto a quello che il protocollo produce, e il prezzo del pezzo non c'entra. è anche l'unica domanda a cui puoi rispondere davvero, controllando i numeri.
cosa chiedersi davanti a una moneta nuova?
la seconda è chi ce l'ha già in mano e quando può venderlo. il calendario degli sblocchi è quasi sempre pubblico, e una data in cui diventa vendibile una quantità grossa pesa più di qualunque promessa sul futuro. la terza è da dove escono i soldi che il progetto distribuisce, se ne distribuisce, cioè se arrivano dalle commissioni di chi lo usa o da monete nuove stampate apposta.
sono le stesse domande che le nostre guide sul valore e sulla liquidità fanno per esteso, con i conti. qui ti bastano per evitare la maggior parte dei danni, e il motivo è semplice: quasi nessuno se le fa prima di comprare.
le parole di questo pezzo · 5
- blockchain
- un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
- fee
- quello che si paga per usare un protocollo. può andare a chi fornisce il servizio, a chi possiede il token, o a entrambi.
- onchain
- che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
- stablecoin
- un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.