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il broker che gestisce undicimila miliardi venderà bitcoin ai suoi clienti nel 2026

il fatto
charles schwab, che gestisce circa 11.000 miliardi di dollari, ha confermato che offrirà lo scambio diretto di bitcoin ed ethereum nella prima metà del 2026. lo stesso giorno la seconda banca russa ha annunciato la stessa cosa per i propri clienti, e la società di famiglia dei trump ha comprato altri 363 bitcoin.
11.000 mld $
le masse gestite dal broker che entra nel mercato
il prezzo di bitcoin attorno al 4 dicembre: −1,4% nella giornata, 92.078 dollari di chiusura. archivio cointalks.

Charles Schwab gestisce circa 11.000 miliardi di dollari di attività dei clienti. Il 4 dicembre 2025 Bitcoin ha chiuso a 92.078 dollari, −1,4% rispetto al giorno prima.

cosa hanno annunciato, in un giorno solo

l'amministratore delegato di charles schwab ha confermato che il broker offrirà lo scambio diretto di bitcoin ed ethereum entro la prima metà del 2026, con un'apertura graduale: prima i dipendenti, poi un gruppo ristretto di clienti, poi tutti. schwab gestisce circa 11.000 miliardi di dollari e già oggi non fa pagare commissioni su azioni e fondi quotati.

la seconda banca russa per dimensione ha annunciato che dal 2026 permetterà di comprare criptovalute direttamente dai conti di investimento. oggi in russia lo può fare solo chi è «altamente qualificato», cioè chi ha almeno cento milioni di rubli, circa 1,2 milioni di dollari, investiti in strumenti tradizionali.

e la società di famiglia dei trump, quotata a wall street, ha comprato altri 363 bitcoin arrivando a 4367: acquisti fatti durante la discesa di novembre. la stessa settimana il suo titolo è crollato del 38 per cento in una giornata, quando è scaduto il vincolo che impediva a chi era entrato a giugno di vendere.

perché conta chi vende, più di chi compra

che un broker «creda» nelle criptovalute conta poco, conta dove mette il prezzo del servizio. schwab sulle azioni non fa pagare commissioni, e i fondi quotati su bitcoin si scambiano già con margini di uno o due centesimi di punto percentuale. se il nuovo arrivato chiede meno di mezzo punto, chi oggi vive di quelle commissioni dovrà rispondere.

e che sia una mossa pensata a lungo lo dice l'acquisto del mese prima, 660 milioni di dollari per una piattaforma di scambi su attività non quotate. un'infrastruttura così non la compri per aggiungere un pulsante all'app.

per te che guardi da fuori la conseguenza è semplice e poco emozionante: comprare criptovalute costerà meno e somiglierà sempre di più a comprare un fondo. quella che il settore chiama adozione istituzionale, vista dal lato del cliente, è soprattutto una guerra sui prezzi del servizio.

124.659 $massimo, 6 ott84.740 $minimo, 22 nov92.078 $4 dicembre
la discesa di novembre sulle nostre chiusure: dal massimo del 6 ottobre al minimo del 22 novembre. fonte: archivio cointalks.

Sulle chiusure giornaliere Bitcoin è passato dal massimo di 124.659 dollari del 6 ottobre al minimo di 84.740 del 22 novembre: il 32 per cento. Il 4 dicembre il prezzo era risalito a 92.078.

la parte russa, tre settimane prima delle regole

l'annuncio della banca russa arriva mentre la banca centrale del paese, storicamente ostile, sta chiedendo al parlamento di legalizzare il mercato e valuta di permettere alle banche commerciali di operare in criptovalute. tre settimane dopo pubblicherà il documento con le regole per i risparmiatori, quello con il tetto da tremilaottocento dollari l'anno.

la banca in questione è sotto sanzioni occidentali da più di dieci anni, e questo spiega il suo interesse molto meglio di qualunque discorso sul futuro della finanza: dove i pagamenti internazionali sono bloccati, uno strumento che si muove senza chiedere permesso vale più che altrove.

sono due mondi che vanno nella stessa direzione per ragioni opposte, gli stati uniti perché la concorrenza sui prezzi lo rende conveniente, la russia perché il canale bancario tradizionale non funziona più. a chi guarda i grafici arriva la stessa cosa, più porte d'ingresso, ma dietro le due storie non hanno niente in comune.

cosa dicevano gli analisti quel giorno

il report tecnico più citato quella settimana descriveva un mercato spaccato in due, con metà degli operatori convinta che fosse cominciata una discesa lunga e l'altra metà convinta che ogni rimbalzo confermasse il fondo. i livelli indicati erano un fondo atteso a 75.000 dollari, considerato ancora valido nonostante il rimbalzo sopra i novantamila, e una prova importante alla media mobile di cinquanta giorni, attorno ai 101.000.

sono numeri di una casa d'analisi, non nostri, e valgono come una lettura fra le tante. quello che invece si misura è la strada fatta: dal massimo del 6 ottobre al minimo del 22 novembre, sulle nostre chiusure, bitcoin ha perso il 32 per cento, e il 4 dicembre era risalito a 92.078.

e c'è una nota sulle altcoin che vale la pena tenere: ogni asset seguito in quel report perdeva fra il venti e il cinquanta per cento sui tre mesi. se gli annunci istituzionali riguardano solo bitcoin ed ethereum, il resto del mercato resta fuori da quella storia, ed è per questo che il capitale non ruota come nei cicli precedenti.

detta male
l'adozione istituzionale, vista dal lato del cliente, è una guerra di prezzo fra chi te lo vende

Detta male: quando il broker più grande d'america comincia a vendere bitcoin senza commissioni, l'adozione istituzionale smette di essere una tesi e diventa una guerra di prezzo fra chi te lo vende.

4 dicembre 2025pubblicata con la chiusura del giorno, ricalcolata sul nostro archivio
notizia · 4 dicembre 2025tutte le notizie