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due strade per arrivare allo stesso posto, e il posto è settantamila

il rate of change a novanta giorni è sotto zero dal 10 ottobre, e più che dirti se il mercato è in discesa ti dice dove la discesa tende a fermarsi.
la posizione
da ottobre siamo in correzione, e se sia un mercato in discesa lo sapremo solo dopo: la domanda che serve adesso è dove si ferma. il rate of change a novanta giorni indica due livelli, e il secondo porta bitcoin nella zona dei settantamila, dove stanno i minimi di aprile.

cos'è il rate of change, e cosa gli chiedo

misura una cosa sola, cioè di quanto è cambiato il prezzo rispetto a novanta giorni prima. niente medie, niente bande, niente incroci, solo una sottrazione. il 10 ottobre è tornato sotto zero, e il giorno in cui scrivo vale −13,1 per cento.

quando bitcoin entra in territorio negativo su questa misura, storicamente corregge fino a livelli che si ripetono: meno ventidue per cento, meno trentaquattro e mezzo, meno quarantasette e mezzo, e nei casi estremi meno cinquantotto. quest'ultimo è lo scenario da cigno nero, e per adesso non lo considero.

c'è un dettaglio di calendario che conta più di quanto sembri: la misura è più affidabile quando i novanta giorni cadono proprio sul massimo del periodo. il massimo di chiusura è del 6 ottobre, a 124.659 dollari, quindi la finestra utile per il primo bersaglio si chiude verso metà novembre. dopo, il prezzo di riferimento scivola e i livelli si abbassano di tremila, cinquemila dollari, che quando devi decidere fanno la differenza.

oggi · 101.346 $−22% · 97.234 $−34,5% · 81.651 $−47,5% · 65.446 $
dove cadono i livelli del metodo, calcolati sul massimo di chiusura del 6 ottobre. fonte: archivio cointalks.

Sul massimo di chiusura del 6 ottobre 2025 (124.659 dollari), una correzione del 22 per cento porta a 97.234 dollari, una del 34,5 per cento a 81.651, una del 47,5 per cento a 65.446. Il prezzo del giorno in cui scrivo è 101.346.

primo scenario: la correzione adesso

nel primo scenario bitcoin corregge nei prossimi giorni. se tocca il meno ventidue per cento fra l'undici e il dodici novembre, chiude fra i novantaquattro e i novantaseimila, che è il primo livello dove il rate of change tende a rimbalzare. parlo di chiusure giornaliere: dentro la giornata il prezzo può scendere più in basso e poi risalire.

dal tredici novembre in poi cambiano i conti, ma il ragionamento resta quello: il riferimento a novanta giorni scende, e la stessa correzione del ventidue per cento porta il bersaglio a novantunmila. tre o cinquemila dollari di differenza cominciano a contare quando devi decidere a che prezzo lasciare un ordine.

se il mercato vuole completare una correzione seria, però, difficilmente si ferma al primo livello. il secondo porta bitcoin verso i sessantottomila, ed è qui che la zona diventa interessante, perché coincide quasi esattamente con i minimi di aprile 2025.

secondo scenario: un mese di lato, poi la seconda gamba

nel secondo scenario il minimo importante l'abbiamo già fatto nelle ultime settimane. il prezzo entra in una fase laterale per circa un mese, distribuisce, e poi scende di nuovo con un minimo fra il trenta dicembre e l'otto gennaio.

quel calendario ha una ragione precisa: cadrebbe novanta giorni dopo il massimo di ottobre, cioè nel punto in cui la misura torna affidabile. e permetterebbe al rate of change di arrivare a valori più negativi anche con il prezzo più alto, per cui una correzione del ventidue per cento a quel punto riporterebbe bitcoin fra i novantotto e i centomila, disegnando un doppio minimo.

ma il ragionamento è lo stesso di prima. per avere la capitolazione vera, quella che butta fuori chi ha comprato a leva e fa dire a tutti che è cominciato il mercato in discesa, un doppio minimo a novantottomila non basta, e la probabilità che si arrivi al secondo livello non è trascurabile.

detta male
due modi per arrivare a settantamila: subito e veloce, oppure lento e doloroso con una falsa speranza nel mezzo

Detta male: ci sono due modi per arrivare a settantamila, subito e veloce oppure lento e doloroso con una falsa speranza nel mezzo, e alla fine il prezzo si ferma dove c'è liquidità da liquidare.

più che dirti se il mercato scende, ti dice dove tende a fermarsi

perché proprio sessantotto-settantaquattromila

la zona fra i sessantottomila e i settantaquattromila è interessante per tre ragioni che si sovrappongono, e quello che conta è proprio che si sovrappongano.

la prima è il livello statistico del rate of change, il meno trentaquattro e mezzo per cento. la seconda sono i minimi di aprile 2025, che sul grafico sono la zona dove una correzione strutturale tende a fermarsi. la terza è più psicologica che tecnica: per far capitolare chi ha comprato in alto serve un movimento che rompa qualcosa nella testa, e tornare ai minimi di aprile, bucandoli magari per qualche ora, è proprio quel tipo di movimento.

sul nostro massimo di chiusura del sei ottobre quei livelli cadono in un posto un po' diverso da come li ho scritti allora: il meno trentaquattro e mezzo dà ottantaduemila, il meno quarantasette e mezzo sessantacinquemila, e la zona di aprile sta in mezzo. la differenza dipende da quale massimo prendi come riferimento, ed è il motivo per cui questi bersagli vanno letti come zone, più che come prezzi.

cosa ci faccio, operativamente

ricapitolando, le strade sono due e portano nello stesso posto. una correzione adesso verso i novantaquattro-novantaseimila, con buone probabilità di andare più in basso se il primo livello non regge. oppure un mese di lato e poi una seconda gamba verso i novantotto-centomila, con la stessa possibilità di estendersi. se la correzione va fino in fondo, per una strada o per l'altra, magari dopo un rimbalzo, il minimo cade entro fine anno fra gli ottanta e i settantamila.
correzione adesso94-96 mila
laterale, poi seconda gamba98-100 mila
minimo entro fine anno80-70 mila
le due strade, e il posto dove arrivano tutte e due.

Primo scenario: correzione immediata verso 94-96 mila dollari, con possibile estensione. Secondo scenario: un mese laterale e seconda discesa verso 98-100 mila, con la stessa estensione possibile. Dove arrivano tutti e due, se la correzione va fino in fondo: un minimo entro fine anno fra 80 e 70 mila.

quello che il rate of change non ti dice, ed è la parte che saltano tutti, è se siamo in un mercato in discesa. ti dice dove il mercato tende a fermarsi quando corregge. la prima sarebbe una previsione, la seconda è una mappa di livelli, e io mi fido solo della mappa.

operativamente quei livelli sono zone da guardare, e lasciarci ordini al buio sarebbe un errore. nei prossimi giorni guarderò ethereum e solana con lo stesso metodo: se la correzione è uniforme il quadro si conferma, se ci sono divergenze sono quelle l'informazione, perché vogliono dire che qualcuno sta scegliendo dove restare invece di uscire da tutto.

−13,1% il rate of change a novanta giorni
il giorno in cui scrivo
posizione 003 · 6 novembre 2025 · nessun esito dichiaratotutte le opinioni