la caccia al colpevole ti fa sentire in controllo e ti fa capire di meno
il colpevole arriva sempre entro un'ora
il cervello funziona così, e quasi dappertutto è un vantaggio: mangio quella bacca, sto male, non la mangio più. causa ed effetto, una volta sola, lezione imparata. su un mercato invece i partecipanti sono milioni, agiscono per ragioni diverse e in parte si guardano fra loro, e il risultato di oggi esce dall'intreccio di tante cause, mai da una sola.
la comunicazione finanziaria ci ha costruito sopra un mestiere. e non perché sia disonesta, spesso ci crede davvero, ma perché risponde a un bisogno vero: se so perché è sceso, so anche quando risalirà. è un'illusione, ma un'illusione che consola, e il punto di questo pezzo è che si può misurare quanto vale.
la prova sta in cosa succede dopo
il giorno dopo è salito 104 volte ed è sceso 80, cioè il 57 per cento di probabilità di salire, che è più o meno quello che ti dà una moneta lanciata con il pollice un po' pesante. a cinque giorni non cambia niente: 105 volte più in alto, 79 più in basso.
Nelle 184 giornate in cui Bitcoin ha chiuso perdendo più del cinque per cento, il giorno successivo il prezzo è salito 104 volte ed è sceso 80: il 57 per cento di casi in salita. A cinque giorni il rapporto è 105 a 79.
l'unica cosa che cambia davvero è l'ampiezza. il giorno dopo una discesa forte il mercato si muove in media del 3,6 per cento, contro il 2,3 di una giornata qualsiasi: non sai dove va, ma sai che va più forte. è meno soddisfacente di un colpevole e serve molto di più, perché è l'unica delle due cose su cui puoi decidere qualcosa, cioè quanto rischiare, visto che da che parte stare non lo sai.
perché una spiegazione incompleta costa
se credi che sia sceso per colpa della banca centrale, la tua strategia diventa aspettare che la banca centrale cambi idea. se invece è sceso per l'intreccio di sei cose, di cui quella è una, stai aspettando un segnale che non arriverà mai, e intanto prendi decisioni con un modello del mondo che al mondo non corrisponde.
il meccanismo con cui si fabbricano è sempre lo stesso: prendi un fenomeno complicato, isoli un elemento che ha davvero un ruolo e lo presenti come la causa. funziona perché una causa sola è facile da capire, da ricordare e da ripetere. «è sceso per la fed» viaggia, «è sceso per un intreccio di liquidità, posizioni sui derivati, umore generale, qualche liquidazione a catena e probabilmente un po' di caso» no. la prima frase si diffonde, la seconda è quella vera.
Il giorno successivo a una discesa superiore al cinque per cento il movimento assoluto medio è del 3,6 per cento, contro il 2,3 per cento di una giornata qualsiasi sulle 3284 misurate.
cosa guardo io, al posto del colpevole
la prima è chiedersi chi c'è dall'altra parte e cosa ci guadagna. una discesa in cui vendono i grandi possessori e una in cui vendono i piccoli con la leva sono due cose diverse anche se il grafico è identico, e nella seconda quello che stai guardando è una fila di posizioni che si chiudono da sole.
Detta male: se il mercato scende e trovi il colpevole in dieci minuti, hai trovato una persona a cui dare la colpa, che costa molto meno fatica che capire il mercato.
la seconda è ragionare in probabilità invece che in certezze, cioè accettare che quel 57 contro 43 è tutto quello che c'è, e costruirci sopra una misura di rischio invece di una previsione. la terza è più una questione d'igiene: diffidare di chi parla con più sicurezza, perché sul mercato, come altrove, più uno è sicuro nel tono e meno di solito ha capito.
le 184 discese oltre il cinque per cento