monad ha portato su una blockchain nuova quasi un miliardo di dollari, e di gas ne incassa settemila al giorno
cosa fa, in una riga?
qui invece si parte dal presupposto opposto — la maggior parte delle transazioni non ha niente a che vedere con le altre — e si esegue tutto in parallelo. alla fine si controlla chi si è pestato i piedi: quelle poche vengono rifatte, e visto che i dati che servono sono già in memoria, rifarle costa poco. il risultato finale è identico a quello della fila, ma ci si arriva in una frazione del tempo.
Le transazioni vengono eseguite in parallelo assumendo che non abbiano dipendenze fra loro. In fase di conferma il sistema verifica quali hanno letto o scritto gli stessi dati: solo quelle vengono rieseguite, e il costo è basso perché i dati necessari sono già in cache. L'esito finale coincide con quello dell'esecuzione sequenziale.
la seconda idea è ancora più semplice: separare l'accordo sull'ordine dall'esecuzione. mentre la rete si mette d'accordo su cosa entra nel blocco di adesso, sta eseguendo quello di tre blocchi fa. così l'esecuzione ha tutto il tempo del blocco per lavorare invece di una fetta, e nessuno aspetta nessuno. il tutto resta compatibile con il codice di ethereum: chi ha già scritto un contratto lo porta qui senza riscriverlo.
quanta adozione ha davvero?
Il capitale depositato su Monad è passato da 411,2 milioni di dollari di tre mesi fa a 1021,4 milioni di oggi, che è anche il massimo storico della blockchain: 148 per cento in più in un trimestre.
il capitale è anche di buona qualità: 779,3 milioni sono stablecoin, cioè il 76 per cento del totale. è una differenza sostanziale rispetto alle blockchain che contano come capitale il proprio token: qui dentro c'è denaro che vale uguale ovunque, e che quindi potrebbe anche andarsene ovunque — il che rende il fatto che sia rimasto un dato, non una speranza.
le applicazioni con capitale sopra sono 133, e non sono tutte cloni: ci sono i grandi protocolli di prestito e di rendimento che stanno anche altrove, e ci sono cose nate qui. è un ecosistema, non una vetrina — la domanda vera, che è nella sezione dopo, è se tutto questo produca qualcosa per la blockchain.
chi paga per farla girare?
Al ritmo attuale la blockchain incassa circa 4,8 milioni di dollari di gas all'anno. La stima che accompagnava il lancio — diecimila transazioni al secondo a mezzo centesimo ciascuna — valeva circa 1500 milioni all'anno: 313 volte tanto.
fra la stima e la realtà ci sono 313 volte. e non è che manchi il traffico: sopra la blockchain le applicazioni hanno incassato 6,56 milioni in trenta giorni, trenta volte quello che ha incassato la blockchain. i soldi si fanno, ma li fanno i protocolli — la strada resta gratis.
è il difetto strutturale delle blockchain veloci di questa generazione: il transito costa quasi niente per scelta, quindi il valore si sposta tutto a chi ci costruisce sopra. finché il token vive di aspettative va bene lo stesso; il giorno in cui deve valere per quello che incassa la rete, questo numero è il numero.
quanto si scambia, là sopra?
scambiato ogni mese
In trenta giorni sui DEX di Monad sono passati 4,49 miliardi di dollari, contro 1021,4 milioni di capitale depositato: ogni mese si scambia 4,4 volte tutto il capitale presente sulla blockchain.
con 779,3 milioni di stablecoin sopra, la profondità c'è per ordini seri, non solo per operazioni da qualche migliaio di dollari. è la differenza fra un mercato dove si può entrare e uscire e uno dove si entra e basta — ed è anche il motivo per cui i protocolli grandi hanno accettato di venire qui.
la cautela da tenere è che il volume alto sulle blockchain giovani è spesso comprato: programmi di incentivi, punti, campagne. una parte di questi scambi è la conseguenza di quei programmi, e nessuno sa quanta finché non finiscono. il modo di scoprirlo è guardare questo numero tre mesi dopo la fine degli incentivi, non prima.
da cosa dipende quel che c'è?
La prima applicazione tiene il 39% del capitale della blockchain; le altre 132 si dividono il resto, con le prime cinque che valgono centinaia di milioni ciascuna.
la concentrazione che resta è quella tipica: i protocolli di prestito e di rendimento che stanno su ogni blockchain grande arrivano per primi, portano capitale che sanno gestire, e occupano le posizioni di testa. è capitale in affitto — mercenario, si dice — che se ne va dove il rendimento è migliore.
la cosa da sorvegliare non è quindi il numero di oggi ma la sua composizione fra sei mesi: se la coda si allunga con cose nate qui, la blockchain si è fatta un ecosistema; se le prime cinque restano le stesse cinque che stanno ovunque, monad è un posto dove il capitale passa, non uno dove abita.
chi comanda, qui?
il token ha due usi dichiarati e nessuno dei due è il voto: si paga il gas e si mette in garanzia per far funzionare la rete. è un modello standard e onesto, e non contiene nessun diritto sui ricavi — e i ricavi, come si è visto due sezioni fa, sono comunque piccoli.
Il token MON serve a pagare il gas e a essere messo in garanzia dai validatori per la sicurezza della rete. Non conferisce diritti sui ricavi né voto su parametri di mercato: le decisioni passano dagli aggiornamenti del software adottati da chi valida.
la nota critica che il pezzo del 2025 sollevava riguardava quello che non era stato pubblicato: quanta parte dell'offerta fosse in mano a squadra e investitori, e con quali tempi di sblocco. finché quei tempi non sono verificabili dall'esterno, chi tiene il token porta un rischio che non può misurare — e questo pesa sul giudizio più di qualunque numero di questa pagina.
la squadra regge?
nel frattempo hanno portato sopra 133 applicazioni con capitale vero e quasi 1021,4 milioni di dollari, in un anno in cui convincere qualcuno a spostarsi da dove ha già utenti e liquidità è la cosa più difficile del settore. la compatibilità con il codice di ethereum ha fatto la sua parte, ma da sola non basta: di blockchain compatibili ce ne sono decine, e quasi tutte sono vuote.
quello che resta da dimostrare non è tecnico. è se questo capitale resta quando gli incentivi finiscono, e se la blockchain troverà un modo di trattenere qualcosa di quello che genera. sono due prove che si superano col tempo, e il tempo qui è appena cominciato.
La mainnet è in funzione dal 25 ottobre 2025 senza fermi pubblici; 133 applicazioni hanno capitale depositato; il capitale è oggi al massimo storico con 779,3 milioni in stablecoin. Restano da dimostrare la tenuta del capitale dopo la fine degli incentivi e la capacità della blockchain di trattenere parte del valore che genera.
dove si rompe?
il secondo è il capitale mercenario. quasi un miliardo di dollari arrivato in dieci mesi è arrivato anche perché conveniva: quando gli incentivi finiscono, la stessa velocità con cui è entrato è quella con cui può uscire. le blockchain che sopravvivono a quel passaggio sono quelle in cui nel frattempo è nato qualcosa che altrove non c'è.
Detta male: convincere uno sviluppatore a cambiare blockchain somiglia a convincerlo a cambiare supermercato quando quello attuale è sotto casa e sa già dove trovare tutto.
il terzo è l'affollamento: di blockchain veloci compatibili con ethereum ce n'è una fila, e ognuna deve convincere gli sviluppatori a lasciare un posto dove hanno già utenti e liquidità. monad è messa meglio della maggior parte — il capitale e il volume di questa pagina lo dimostrano — ma sta correndo la stessa gara di venti altri, e il premio è uno solo.
i concorrenti diretti, oggiConfronto fra monad e i concorrenti diretti della stessa categoria, sui criteri misurati e tutti presi il 2026-09-09 dalla stessa fonte (defillama). Capitale sopra: megaeth 27,4 mln, monad 1,02 mld, base 5,66 mld, arbitrum 1,40 mld. Gas 30 giorni: megaeth 61 mila, monad 394 mila, base 3,5 mln, arbitrum 409 mila. Scambiato 30 giorni: megaeth 19,7 mln, monad 4,49 mld, base 25,79 mld, arbitrum 5,56 mld. Stablecoin sopra: megaeth 19,8 mln, monad 779,3 mln, base 4,97 mld, arbitrum 3,62 mld. Nella prima app: megaeth 45%, monad 39%, base 71%, arbitrum 43%.
questa review si aggiorna da sola, entro limiti dichiarati
le parole di questo pezzo · 7
- blockchain
- un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
- fee
- quello che si paga per usare un protocollo. può andare a chi fornisce il servizio, a chi possiede il token, o a entrambi.
- gas
- quel che si paga alla rete per far eseguire un'operazione: cambia col traffico, non col valore di quel che fai.
- governance
- l'insieme delle regole con cui si prendono le decisioni su un protocollo: chi propone, chi vota, chi esegue.
- stablecoin
- un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.
- tvl
- il valore complessivo depositato dentro un protocollo. misura la fiducia, non i ricavi.