due banche americane hanno cominciato a pagare il circuito delle carte in stablecoin

il fatto
il circuito di carte più grande al mondo ha esteso agli stati uniti il programma con cui le banche saldano i propri debiti verso di lui in stablecoin invece che con bonifici. due istituti hanno cominciato; il programma vale già 3,5 miliardi di dollari l'anno.
3,5 mld $
il giro annuo dei regolamenti in stablecoin del circuito
il prezzo di bitcoin attorno al 17 dicembre: −1,8% nella giornata, 86.243 dollari di chiusura. archivio cointalks.

A fine novembre 2025 il programma di regolamento in stablecoin del circuito valeva 3,5 miliardi di dollari su base annua. Il 17 dicembre Bitcoin ha chiuso a 86.243 dollari, −1,8% rispetto al giorno precedente.

cosa cambia dietro la cassa

quando paghi con una carta, l'esperienza dura due secondi; il regolamento fra la tua banca e il circuito dura giorni, e passa da bonifici che si fermano nei fine settimana e nei festivi. il programma esteso agli stati uniti sostituisce quel passaggio: le banche saldano quello che devono al circuito in stablecoin, sulla rete pubblica.

per chi paga non cambia niente — ed è il punto. quello che cambia è il tempo morto in mezzo: finestre di regolamento aperte tutti i giorni invece che nei giorni lavorativi, fondi che si muovono in minuti, e nessuna interruzione fra il venerdì e il lunedì. il programma, a fine novembre, valeva 3,5 miliardi di dollari all'anno.

il contesto normativo lo spiega meglio dell'entusiasmo: negli stati uniti la legge federale sulle stablecoin è stata firmata a luglio, e da lì l'incertezza che teneva ferme le banche è caduta. il mercato delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari, e a quel punto la domanda per una banca non è più se sia lecito, è se convenga.

perché su quella rete, e non su un'altra

il regolamento passa su solana, e la scelta non è casuale: costa poco per transazione e conferma in fretta, che sono le due sole cose che contano quando devi muovere denaro fra istituzioni molte volte al giorno. non è una posizione ideologica sulla rete migliore — è la stessa scelta che farebbe un direttore operativo guardando due preventivi.

nelle stesse settimane una grande banca d'affari ha tokenizzato debito sulla stessa rete e un gestore patrimoniale americano ci ha annunciato un fondo di liquidità. quando tre istituzioni diverse scelgono la stessa infrastruttura per tre usi diversi, quella infrastruttura ha smesso di essere una scommessa tecnologica.

e il circuito ha annunciato che sarà anche fra i primi validatori della rete che l'emittente della stablecoin sta costruendo per conto proprio. è il passaggio più interessante: chi processa i pagamenti non si limita a usare l'infrastruttura, comincia a gestirne un pezzo.

e intanto il resto del mondo si attrezza

in giappone due gruppi finanziari hanno firmato per sviluppare una stablecoin in yen strutturata in modo da non ricadere nel limite di un milione di yen sui trasferimenti interni: cioè pensata per i regolamenti fra istituzioni, non per i pagamenti al bar. l'emissione e il riscatto restano a una società fiduciaria bancaria, il lancio è previsto per la primavera del 2026.

il progetto si inserisce in un programma dell'autorità di vigilanza giapponese che ha già approvato una prova congiunta delle tre maggiori banche del paese. il presidente del gruppo che guida l'iniziativa ha definito il passaggio all'economia dei token «una tendenza sociale irreversibile» — che è il tipo di frase che si dice quando la decisione è già presa.

a hong kong, intanto, il maggiore exchange autorizzato del territorio si è quotato in borsa raccogliendo 206 milioni di dollari, con la parte destinata al pubblico sottoscritta 393 volte. il primo giorno di scambi ha aperto in rialzo, toccato il cinque per cento e chiuso in calo del due e mezzo: l'entusiasmo della raccolta e la freddezza del mercato secondario, nella stessa giornata.

+0,3%apertura+5%massimo−2,5%chiusura
la giornata della quotazione a hong kong: apertura, massimo e chiusura. fonte: dati di mercato citati il 17 dicembre 2025, non nostri.

Il primo giorno di scambi del maggiore exchange autorizzato di Hong Kong: apertura a più 0,3 per cento, massimo intraday a più 5, chiusura a meno 2,5.

quello che il prezzo faceva nel frattempo

bitcoin, in tutto questo, ha chiuso a 86.243 dollari contro 87.863 del giorno prima: -1,8 per cento. la giornata dei pagamenti che si spostano su un'altra infrastruttura, sul grafico, è una giornata qualunque.

sul fronte macro erano usciti i dati sull'occupazione americana, con la disoccupazione al 4,6 per cento e le attese di un taglio dei tassi che si spostavano di conseguenza. è quello che muove il prezzo nel breve, mentre le notizie sull'infrastruttura muovono altro — e su tempi che il grafico giornaliero non registra.

la separazione fra le due cose è la parte utile di giornate così. il prezzo risponde ai tassi, alla leva e all'umore; l'infrastruttura risponde alle regole e ai costi. quando si confondono i due piani si finisce per spiegare un movimento del due per cento con una partnership bancaria — e non c'entra niente.

detta male
il giorno in cui le banche hanno cominciato a saldare in stablecoin, il prezzo ha fatto meno due: sono due orologi diversi

Detta male: il giorno in cui le banche americane hanno cominciato a saldare in stablecoin, il prezzo di bitcoin ha fatto meno due — perché sono due orologi diversi e solo uno fa notizia ogni giorno.

17 dicembre 2025pubblicata con la chiusura del giorno, ricalcolata sul nostro archivio
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exchange
la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
stablecoin
un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
token
l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.
notizia · 17 dicembre 2025tutte le notizie