due banche americane hanno cominciato a pagare il circuito delle carte in stablecoin
A fine novembre 2025 il programma di regolamento in stablecoin del circuito valeva 3,5 miliardi di dollari su base annua. Il 17 dicembre Bitcoin ha chiuso a 86.243 dollari, −1,8% rispetto al giorno precedente.
cosa cambia dietro la cassa
per te che paghi non cambia niente, e il bello è proprio questo. cambia il tempo morto in mezzo: il regolamento si fa tutti i giorni e non solo in quelli lavorativi, i soldi si muovono in pochi minuti e fra il venerdì e il lunedì non si ferma più niente. a fine novembre il programma valeva 3,5 miliardi di dollari l'anno.
più dell'entusiasmo, a spiegarlo sono le regole: negli stati uniti la legge federale sulle stablecoin è stata firmata a luglio, e da lì è sparita l'incertezza che teneva ferme le banche. il mercato delle stablecoin ha superato i 300 miliardi di dollari, e a quel punto una banca smette di chiedersi se sia lecito e comincia a chiedersi se le conviene.
perché su quella rete, e non su un'altra
nelle stesse settimane una grande banca d'affari ha tokenizzato debito sulla stessa rete, e un gestore patrimoniale americano ci ha annunciato un fondo di liquidità. se tre istituzioni diverse scelgono la stessa infrastruttura per tre usi diversi, vuol dire che quella infrastruttura ha smesso di essere una scommessa tecnologica.
e il circuito ha annunciato che sarà anche fra i primi validatori della rete che l'emittente della stablecoin sta costruendo per conto suo. per me è il passaggio più interessante, perché chi processa i pagamenti comincia a gestire un pezzo dell'infrastruttura, oltre a usarla.
e intanto il resto del mondo si attrezza
il progetto fa parte di un programma dell'autorità di vigilanza giapponese, che ha già approvato una prova congiunta delle tre maggiori banche del paese. il presidente del gruppo che guida l'iniziativa ha definito il passaggio all'economia dei token «una tendenza sociale irreversibile», che è il tipo di frase che si dice quando la decisione è già presa.
a hong kong, intanto, il maggiore exchange autorizzato del territorio si è quotato in borsa raccogliendo 206 milioni di dollari, con la parte destinata al pubblico sottoscritta 393 volte. il primo giorno di scambi ha aperto in rialzo, è arrivato a più cinque per cento e ha chiuso in calo del due e mezzo, con l'entusiasmo della raccolta e la freddezza del mercato secondario nella stessa giornata.
Il primo giorno di scambi del maggiore exchange autorizzato di Hong Kong: apertura a più 0,3 per cento, massimo intraday a più 5, chiusura a meno 2,5.
quello che il prezzo faceva nel frattempo
sul fronte macro erano usciti i dati sull'occupazione americana, con la disoccupazione al 4,6 per cento e le attese di un taglio dei tassi che si spostavano di conseguenza. nel breve il prezzo lo muove questo, mentre le notizie sull'infrastruttura muovono altro, e con tempi che il grafico giornaliero non vede.
in giornate così la cosa utile è tenere separate le due cose. il prezzo risponde ai tassi, alla leva e all'umore, l'infrastruttura risponde alle regole e ai costi. se mescoli i due piani finisci per spiegare un movimento del due per cento con una partnership bancaria, che con quel movimento non c'entra niente.
Detta male: il giorno in cui le banche americane hanno cominciato a saldare in stablecoin, il prezzo di bitcoin ha fatto meno due, perché sono due orologi diversi e solo uno fa notizia ogni giorno.
le parole di questo pezzo · 3
- exchange
- la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
- stablecoin
- un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.