bitcoin è sceso sotto i centomila dollari per qualche minuto, e ha chiuso la giornata in rialzo
Il 5 novembre 2025 Bitcoin ha chiuso a 103.885 dollari contro i 101.497 del giorno precedente: più 2,4 per cento. Il minimo toccato all'interno della giornata, riportato dalle fonti di mercato, è stato 99.966 dollari.
cosa è successo, in ordine
nelle ore in mezzo i canali si sono riempiti di grafici con le frecce verso il basso e di analisi sulla rottura del supporto. la sequenza è quella di sempre, e vista da fuori fa quasi ridere: il prezzo tocca un numero che finisce con quattro zeri, la soglia diventa una notizia, e la notizia diventa il motivo per cui qualcuno vende.
nelle ventiquattro ore attorno al movimento sono state chiuse a forza posizioni per circa 1,3 miliardi di dollari, quasi tutte al rialzo. è il numero che circolava quel giorno, non è nostro, ma la direzione la conferma il grafico. le posizioni a leva non decidono dove va il mercato, decidono quanto in fretta ci arriva.
il supporto psicologico, misurato
Nelle 309 giornate del 2025 fino al 5 novembre, Bitcoin ha chiuso sotto i centomila dollari 108 volte, attraversando quella soglia 9 volte in un senso o nell'altro.
una linea che passi nove volte in dieci mesi è soprattutto un numero tondo, di quelli che piacciono a chi scrive i titoli e a chi ha dieci dita. sembra un muro perché la nostra attenzione si concentra lì, e quando abbastanza persone guardano lo stesso punto qualcosa succede davvero, per qualche ora.
il metro giusto per capire se il movimento del 5 novembre fosse eccezionale è un altro: nel 2025 bitcoin si è mosso in media dell'1,6 per cento al giorno, in un senso o nell'altro. quel giorno si è mosso del 2,4. una giornata sopra la media, quindi, ma molto meno drammatica del ricordo che ne è rimasto.
quello che stava succedendo attorno
la sera prima si era votato per il sindaco di new york, e la vittoria di zohran mamdani ha prodotto la sua ondata di commenti su cosa significhi per i mercati. è il tipo di collegamento che si scrive facilmente e non si dimostra quasi mai: fra la borsa di new york e il municipio di new york il rapporto è molto più lontano di quello che il titolo fa pensare.
e sullo sfondo c'era il blocco delle attività amministrative negli stati uniti, che teneva ferme le pubblicazioni dei dati economici. senza dati i mercati si muovono sulle aspettative, e le aspettative si muovono sulle voci. è la parte di contesto che conta davvero, e di solito nei titoli non ci finisce.
Detta male: centomila e uno è euforia, novantanovemilanovecentonovantanove è apocalisse. In mezzo c'è un dollaro, e tutta la differenza sta nel numero di zeri che ci piace guardare.