le monete che nascondono le transazioni salgono mentre bitcoin scende
Dal 1° settembre al 13 novembre 2025 Zcash è passato da 40,55 a 519,51 dollari, un aumento del 1181 per cento; il massimo di chiusura del periodo è stato 645,44 dollari il 7 novembre. Nello stesso arco Bitcoin è sceso del 9 per cento, da 109.237 a 99.692 dollari.
cosa sono, e perché adesso
le monete di cui si parla in questi giorni sono fatte per non far vedere quelle due cose. quando usi zcash, monero o dash con la funzione di riservatezza accesa, chi guarda il registro non vede chi ha mandato quanto a chi. è la differenza fra pagare in contanti e pagare con la carta.
fino a poche settimane fa erano considerate una nicchia per gente con qualcosa da nascondere, e quel giudizio le teneva ai margini. poi è successa una cosa che non si vedeva da anni: mentre bitcoin scendeva sotto i centomila dollari e il mercato bruciava più di un miliardo in posizioni chiuse a forza, loro sono partite.
Dal 1° settembre al 13 novembre 2025: Zcash +1181 per cento, Dash +180, Decred +98, Bitcoin −9.
la regola che entra in vigore fra sette settimane
ed è una regola già approvata, con il primo invio previsto nel 2027 sulle operazioni del 2026. in pratica, dall'anno prossimo ogni acquisto, vendita e trasferimento fatto su una piattaforma registrata viaggia verso il fisco da solo, come già succede con i conti correnti.
quindi chi sta comprando queste monete, più che su una tecnologia, sta scommettendo di arrivare prima di una scadenza. è una lettura scomoda, ma i tempi tornano: la salita comincia a settembre, accelera in ottobre, e il calendario della regola è pubblico da mesi.
cosa comunica un exchange, per la precisione
quello che una piattaforma dovrà mandare al fisco del paese in cui risiedi è la tua identità completa, la residenza fiscale con il codice identificativo, ogni singola operazione, cioè da cripto a valuta, da cripto a cripto e i trasferimenti in uscita, e il saldo per ogni attività che hai. l'autocertificazione va rinnovata ogni 36 mesi.
quello che viaggia da soloDal 1 gennaio 2026 le piattaforme di scambio devono trasmettere alle autorità fiscali: identità completa dell'utente; residenza fiscale e codice identificativo; ogni operazione da cripto a valuta, da cripto a cripto e ogni trasferimento; il saldo per tipo di attività. L'autocertificazione si rinnova ogni 36 mesi e il primo invio è previsto per il 31 gennaio 2027.
detto in un altro modo, ai fini fiscali una piattaforma di scambio diventa la stessa cosa di una banca, e il fisco saprà tutto, in automatico, senza bisogno di chiedere. ed è qui che la faccenda si morde la coda, perché queste monete quasi tutti le stanno comprando proprio su quelle piattaforme, con documento, selfie e residenza già consegnati.
i numeri, ricalcolati da noi
bitcoin, nello stesso periodo, è passato da 109.237 a 99.692 dollari, meno 9 per cento, e meno 20 dal massimo del 6 ottobre. la notizia sta in questa distanza, più che nel numero di zcash da solo: in un mercato che scende, tre monete della stessa famiglia salgono insieme.
due dichiarazioni hanno accompagnato il movimento, ed è giusto dirlo perché il mercato le ha ascoltate: il primo ottobre naval ravikant ha scritto che bitcoin è un'assicurazione contro le valute statali e zcash è un'assicurazione contro bitcoin; arthur hayes ha detto di aspettarsi zcash a diecimila dollari. la prima ha preceduto un balzo del sessanta per cento in un giorno, la seconda un trenta per cento. sono i numeri della fonte, non nostri, e vanno presi per quello che sono: coincidenze temporali su un mercato già in corsa.
Detta male: per due anni le monete private sono state «roba da criminali», poi è arrivata una data sul calendario del fisco e sono diventate una categoria d'investimento.
e dall'altra parte l'offerta si è dimezzata
e c'è una misura che dice quanta di quella domanda è per usarle davvero e quanta per scommetterci: quanti token stanno nella parte schermata del registro, cioè in indirizzi che nascondono davvero mittente e importo. sono 4,9 milioni, fra il 27 e il 30 per cento di tutto quello che esiste, il massimo mai registrato, e le transazioni schermate sono 7 volte quelle di prima dell'aggiornamento del portafoglio.
Circa 4,9 milioni di Zcash, fra il 27 e il 30 per cento dell'offerta totale, si trovano in indirizzi schermati che nascondono mittente, destinatario e importo. È il valore più alto mai registrato.
attorno si è mosso anche il denaro che non tocca le piattaforme: un fondo regolamentato che dà esposizione a zcash senza doverlo custodire gestiva 137 milioni di dollari. e su dash i primi cento indirizzi tenevano il 37 per cento dell'offerta, la concentrazione più alta del decennio. è un dato che taglia da due parti, perché la stessa cifra si può leggere come l'accumulo di chi sa qualcosa o come la fragilità di un mercato in poche mani.
sotto il prezzo c'è anche del lavoro
la fondazione ethereum ha messo in piedi un gruppo dedicato alla riservatezza, quarantasette persone fra ricercatori, ingegneri e crittografi, con l'obiettivo di portare le transazioni private sulla blockchain principale e non su un livello costruito sopra. e a deciderlo è la fondazione che governa la seconda rete del settore, quindi è una scelta di direzione.
e zcash in ottobre ha rilasciato l'aggiornamento che rende utilizzabile il portafoglio schermato dal telefono, che è il punto in cui questa tecnologia si è sempre fermata: funzionava, ma solo per chi sapeva usarla. quanto di questa salita resterà dipende da quale delle due forze pesa di più, la scadenza fiscale, che è un evento, o l'usabilità, che è un processo.
le parole di questo pezzo · 3
- blockchain
- un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
- exchange
- la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.