le monete che nascondono le transazioni salgono mentre bitcoin scende

il fatto
dal 1 settembre zcash è passato da 40,55 a 519,51 dollari, dash è quasi triplicato, decred è raddoppiato. nello stesso periodo bitcoin ha perso il 9 per cento, e un quinto dal massimo di ottobre.
+1181%
zcash dal 1 settembre mentre bitcoin perde il 9%
il prezzo di zcash nelle due settimane attorno al 13 novembre: +2,9% nella giornata. chiusure giornaliere, archivio cointalks.

Dal 1 settembre al 13 novembre 2025 Zcash è passato da 40,55 a 519,51 dollari, un aumento del 1181 per cento; il massimo di chiusura del periodo è stato 645,44 dollari il 7 novembre. Nello stesso arco Bitcoin è sceso del 9 per cento, da 109.237 a 99.692 dollari.

cosa sono, e perché adesso

usi bitcoin pensando che le tue transazioni siano private, e non lo sono: ogni movimento resta scritto su un registro pubblico che chiunque può leggere. non c'è il tuo nome, ci sono l'indirizzo e l'importo — e per legare l'indirizzo al nome basta un exchange, un negozio, un prelievo.

le monete di cui si parla in questi giorni sono fatte per non far vedere quelle due cose. quando usi zcash, monero o dash con la funzione di riservatezza accesa, chi guarda il registro non vede chi ha mandato quanto a chi. è la differenza fra pagare in contanti e pagare con la carta.

fino a poche settimane fa erano considerate una nicchia per gente con qualcosa da nascondere, e quel giudizio le teneva ai margini. poi è successa una cosa che non si vedeva da anni: mentre bitcoin scendeva sotto i centomila dollari e il mercato bruciava più di un miliardo in posizioni chiuse a forza, loro sono partite.

+1181%zcash+180%dash+98%decred−9%bitcoin
quanto si sono mosse dal 1 settembre al 13 novembre. fonte: archivio cointalks, chiusure giornaliere.

Dal 1 settembre al 13 novembre 2025: Zcash +1181 per cento, Dash +180, Decred +98, Bitcoin −9.

la regola che entra in vigore fra sette settimane

il motivo dichiarato è una data: il primo gennaio 2026. da quel giorno entra in vigore il quadro dell'ocse per la comunicazione dei dati sulle cripto-attività, e gli exchange dovranno raccogliere le informazioni sui loro utenti e passarle alle autorità fiscali del paese di residenza.

non è un'ipotesi né una proposta in discussione: è una regola approvata, con il primo invio previsto nel 2027 sulle operazioni del 2026. in pratica, dall'anno prossimo ogni acquisto, vendita e trasferimento fatto su una piattaforma registrata viaggia verso il fisco da solo, come già succede con i conti correnti.

chi sta comprando queste monete non sta scommettendo su una tecnologia: si sta muovendo prima di una scadenza. è una lettura scomoda ma coerente con i tempi — la salita comincia a settembre, si accelera in ottobre, e il calendario della regola è pubblico da mesi.

cosa comunica un exchange, per la precisione

nel vago la parola «comunicare» sembra meno di quello che è, quindi conviene dirla per esteso. le giurisdizioni che hanno aderito sono 69, l'unione europea ci arriva con una propria direttiva, e il primo invio è fissato al 31 gennaio 2027 sulle operazioni dell'intero 2026.

quello che una piattaforma dovrà mandare al fisco del paese in cui risiedi è: la tua identità completa, la residenza fiscale con il codice identificativo, ogni singola operazione — da cripto a valuta, da cripto a cripto, e i trasferimenti in uscita — e il saldo per ogni attività che detieni. l'autocertificazione va rinnovata ogni 36 mesi.

quello che viaggia da solo
cosaquanto spesso
chi sei, per estesouna volta, poi si rinnova
dove paghi le tasse, e con che codiceogni 36 mesi
ogni operazione e ogni trasferimentotutte
quanto tieni, attività per attivitàa saldo
cosa esce dalla piattaforma e arriva al fisco, dal primo gennaio 2026. dal testo della regola, non da noi.

Dal 1 gennaio 2026 le piattaforme di scambio devono trasmettere alle autorità fiscali: identità completa dell'utente; residenza fiscale e codice identificativo; ogni operazione da cripto a valuta, da cripto a cripto e ogni trasferimento; il saldo per tipo di attività. L'autocertificazione si rinnova ogni 36 mesi e il primo invio è previsto per il 31 gennaio 2027.

detto in un altro modo: una piattaforma di scambio diventa, ai fini fiscali, la stessa cosa di una banca. non è che «potrebbero sapere»: sapranno, in automatico, tutto. ed è qui che la faccenda si morde la coda, perché queste monete quasi tutti le stanno comprando esattamente su quelle piattaforme lì — con documento, selfie e residenza già consegnati.

i numeri, ricalcolati da noi

zcash: da 40,55 dollari il 1 settembre a 519,51 del 13 novembre, con il massimo di chiusura a 645,44 il 7 novembre. dash: da 22,75 a 63,65, massimo 121,12 il 4 novembre. decred: da 15,95 a 31,51, massimo 43,87 il 5 novembre, dopo che il 3 novembre è stato riclassificato come moneta privata dai listini.

bitcoin, nello stesso periodo, è passato da 109.237 a 99.692 dollari: meno 9 per cento, e meno 20 dal massimo del 6 ottobre. è questa distanza a fare la notizia, non il numero di zcash da solo: in un mercato che scende, tre monete della stessa famiglia salgono insieme.

due dichiarazioni hanno accompagnato il movimento, ed è giusto dirlo perché il mercato le ha ascoltate: il primo ottobre naval ravikant ha scritto che bitcoin è un'assicurazione contro le valute statali e zcash è un'assicurazione contro bitcoin; arthur hayes ha detto di aspettarsi zcash a diecimila dollari. la prima ha preceduto un balzo del sessanta per cento in un giorno, la seconda un trenta per cento. sono i numeri della fonte, non nostri, e vanno presi per quello che sono: coincidenze temporali su un mercato già in corsa.

detta male
per due anni sono state «roba da criminali», poi è arrivata una data sul calendario del fisco e sono diventate una categoria

Detta male: per due anni le monete private sono state «roba da criminali», poi è arrivata una data sul calendario del fisco e sono diventate una categoria d'investimento.

e dall'altra parte l'offerta si è dimezzata

la scadenza fiscale spiega la domanda, ma nello stesso mese è successa una cosa dall'altro lato del banco: zcash ha dimezzato la ricompensa per blocco, da 3,125 a 1,5625 monete. l'emissione annua passa dall'11,3 al 4,7 per cento dell'offerta. è la stessa meccanica del taglio di bitcoin, con la differenza che qui arriva mentre la domanda sta salendo invece che su un mercato fermo.

e c'è una misura che dice quanta di quella domanda è per l'uso e non per la scommessa: quanti token stanno dentro la parte schermata del registro, cioè in indirizzi che nascondono davvero mittente e importo. sono 4,9 milioni, fra il 27 e il 30 per cento di tutto quello che esiste — il massimo mai registrato — e le transazioni schermate sono 7 volte quelle di prima dell'aggiornamento del portafoglio.

su cento monete zcash esistenti, quante stanno nella parte schermata del registro: circa 30, il massimo mai registrato. fonte: metriche di rete citate il 13 novembre 2025, non nostre.

Circa 4.9 milioni di Zcash, fra il 27 e il 30 per cento dell'offerta totale, si trovano in indirizzi schermati che nascondono mittente, destinatario e importo. È il valore più alto mai registrato.

attorno si è mosso anche il denaro che non tocca le piattaforme: un fondo regolamentato che dà esposizione a zcash senza doverlo custodire gestiva 137 milioni di dollari. e su dash i primi cento indirizzi tenevano il 37 per cento dell'offerta, la concentrazione più alta del decennio — che è un fatto a doppio taglio, perché la stessa cifra si legge come accumulo di chi sa e come fragilità di un mercato in poche mani.

sotto il prezzo c'è anche del lavoro

una salita del mille per cento in due mesi si spiega con la paura di una scadenza e con la scarsità di offerta, non con la tecnologia. ma sarebbe sbagliato dire che dietro non ci sia niente, perché in quelle stesse settimane sono successe due cose di sostanza.

la fondazione ethereum ha messo in piedi un gruppo dedicato alla riservatezza — quarantasette fra ricercatori, ingegneri e crittografi — con l'obiettivo di portare le transazioni private sulla blockchain principale e non su un livello costruito sopra. non è un progetto laterale: è una scelta di direzione della fondazione che governa la seconda rete del settore.

e zcash ha rilasciato in ottobre l'aggiornamento che rende utilizzabile il portafoglio schermato dal telefono, che è il punto in cui questa tecnologia si è sempre fermata: funzionava, ma solo per chi sapeva usarla. quanto di questa salita resterà dipende da quale delle due forze pesa di più — la scadenza fiscale, che è un evento, o l'usabilità, che è un processo.

13 novembre 2025pubblicata con i prezzi di chiusura del giorno, ricalcolati sul nostro archivio
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blockchain
un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
exchange
la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
token
l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.
notizia · 13 novembre 2025tutte le notizie