in poche ore sono state chiuse d'ufficio posizioni per 646 milioni di dollari
Nel 2025, fino al primo dicembre, Bitcoin ha perso almeno il 4,5 per cento in una singola giornata 11 volte su 335: circa una volta al mese.
cosa vuol dire «chiuse d'ufficio»
somiglia a un mutuo con una clausola in più: se il valore della casa scende sotto una certa soglia, la banca non ti telefona per sapere come stai, vende la casa e basta. nessuno decide niente, c'è una regola scritta in un contratto che si esegue da sola quando il prezzo tocca quel livello.
per questo le chiusure d'ufficio arrivano tutte insieme: le posizioni aperte con la stessa leva sullo stesso asset hanno soglie vicine fra loro, e il prezzo che ne fa scattare una lo abbassa abbastanza da farne scattare altre.
i numeri della giornata
Il primo dicembre 2025 Bitcoin ha chiuso a 86.286 dollari (in calo del 4,5 per cento rispetto al giorno precedente) ed Ethereum a 2799 (in calo del 6,4 per cento).
dei 646 milioni di posizioni chiuse d'ufficio, il 90 per cento scommetteva sul rialzo, e la singola posizione più grande valeva 14,48 milioni di dollari su una sola piattaforma. tre piattaforme hanno visto sparire più di centosessanta milioni ciascuna. questi numeri vengono dai fornitori di dati sui derivati citati quel giorno: non sono nostri e non possiamo rifarli.
quello che nessuno diceva, e che cambia la lettura, è quanto sia frequente una giornata così: nel 2025, fino a quel lunedì, bitcoin era sceso di almeno il 4,5 per cento in un giorno 11 volte su 335, cioè circa una volta al mese.
perché proprio quel giorno
la seconda è il nervosismo accumulato in novembre: deflussi dai fondi quotati, volumi bassi nei fine settimana, e una fila di posizioni aperte al rialzo che si era ingrossata mentre il prezzo scendeva. quando il libro degli ordini è sottile e le posizioni sono tutte dalla stessa parte, basta una scossa piccola.
dopo giornate così succede sempre la stessa cosa: le posizioni a leva si riducono, e un mercato con meno leva sopra si muove meno per motivi tecnici. sulla direzione del prezzo non c'è niente da leggere, però il prossimo movimento, da qualunque parte vada, avrà meno vendite e acquisti forzati a spingerlo.
Detta male: quando tutti scommettono nella stessa direzione con i soldi presi in prestito, la notizia è solo la spinta, e il castello crolla perché era un castello.
cosa cambia per chi non fa trading
la cosa utile è un'altra: queste giornate ti dicono dove stava ammassato il rischio. il novanta per cento delle posizioni chiuse era al rialzo, quindi praticamente tutti stavano dalla stessa parte. sul prezzo di domani quel dato tace, ma ti dice bene quanto era squilibrato il mercato prima della scossa.
le due regole che quelle ore ricordano sono vecchie e valgono ancora: investi solo quello che puoi permetterti di perdere, e stai lontano dalla leva finché non hai capito esattamente cosa succede quando il prezzo va dall'altra parte. la leva amplifica i guadagni e amplifica le perdite, e le perdite arrivano sempre più in fretta.