comprare il dip non vuol dire niente finché non dici quale dip
cos'è un estremo, e perché conta
di magia non ce n'è e di certezze nemmeno, è statistica. in quelle condizioni, storicamente, il mercato tende a recuperare, il che vuol dire che ripetendo l'operazione tante volte si finisce in guadagno, mentre sulla prossima operazione singola non dice niente.
e sono rari. sul nostro archivio, in 9 anni, bitcoin ha chiuso a meno otto per cento o peggio 57 volte su 3284 giornate, cioè circa 6 volte l'anno. se compri a ogni calo del cinque per cento, quello che compri è il rumore che ci sta in mezzo, più che gli estremi.
come si riconosce, in pratica
la seconda è la velocità, cioè di quanto è sceso il prezzo in un intervallo breve, che è una cosa diversa dall'ampiezza. una discesa del tre per cento in un'ora dice una cosa diversa da un tre per cento in una settimana, anche se il numero è lo stesso e anche se il grafico, guardato da lontano, sembra uguale.
quando le due misure toccano insieme valori estremi, le probabilità si spostano. quando ne tocca una sola siamo ancora a niente: è il mercato che scende, cosa che per definizione fa quasi metà del tempo.
La forza del movimento recente su scala 0-100: sotto 30 è la soglia standard di ipervenduto, ma nel mercato cripto l'estremo comincia sotto 20 e diventa raro sotto 10. La velocità della discesa su intervalli brevi: conta quanto in fretta è sceso il prezzo, non di quanto. Le due misure valgono insieme, non separate.
perché i crolli veloci sono diversi
è un effetto domino che si alimenta da solo finché le posizioni da chiudere non finiscono. a quel punto la causa della discesa sparisce, semplicemente perché è finito il carburante, e resta un prezzo più basso con nessuno più costretto a vendere.
Una posizione a leva viene chiusa d'ufficio; la vendita forzata spinge il prezzo più in basso; il prezzo più basso fa scattare altre chiusure d'ufficio; il ciclo si ripete finché restano posizioni da chiudere. Quando finiscono, la causa della discesa si esaurisce da sola.
per questo una caduta del dieci per cento in poche ore è una cosa diversa da un calo del dieci per cento spalmato su tre settimane. nel primo caso il mercato dei derivati si è ripulito, nel secondo qualcuno sta uscendo con calma, e chi esce con calma di solito sa perché.
l'estremo può diventare più estremo
la conseguenza operativa sta tutta qui: comprare durante un estremo vuol dire cominciare a costruire una posizione, mica comprare tutto in una volta, sapendo che potresti doverne comprare ancora più in basso, e che la seconda parte del piano serve proprio a quello.
ci sono poi tre casi in cui il calo non va comprato per niente. quando è lento e regolare, due o tre per cento al giorno per settimane, perché quella è una discesa e il dip non c'entra. quando le misure non sono davvero estreme. e quando dietro c'è una ragione vera, una regola nuova, un attacco a un protocollo, un exchange che salta: lì quello che è successo conta più di qualunque indicatore.
Il calo non va comprato quando è lento e graduale (due o tre per cento al giorno per settimane, che è una discesa e non un dip), quando gli indicatori non sono su valori davvero estremi, e quando esiste una causa fondamentale reale come una regolamentazione avversa, un attacco a un protocollo o il fallimento di un exchange.
come lo uso
il vantaggio di questo modo di fare sta nell'evitare di comprare quando comprano tutti e nel comprare quando tutti hanno paura, più che nell'indovinare il fondo. è la stessa cosa detta al contrario, ma con un criterio davanti invece di un istinto.
ed è un vantaggio statistico, che funziona sulla ripetizione e sulla singola volta non promette niente. chi lo usa aspettandosi che la prossima operazione vada bene ha capito il contrario di quello che c'è scritto qui.
in 9 anni di bitcoin