← notizie

chi emette il dollaro digitale più grande sta comprando oro come una banca centrale

il fatto
la società che emette il dollaro digitale più usato al mondo tiene 116 tonnellate d'oro fisico, quanto le riserve di stati come corea del sud o grecia. nel solo terzo trimestre ne ha comprate 26: il 2 per cento della domanda mondiale, più di qualsiasi banca centrale in quei tre mesi.
116 t
l'oro fisico dietro al dollaro digitale più usato al mondo
il prezzo di bitcoin attorno al 27 novembre: +0,9% nella giornata, 91.334 dollari di chiusura (archivio cointalks). le tonnellate sono di una banca d'affari che le ha contate, non nostre.

L'emittente della principale stablecoin in dollari detiene 116 tonnellate di oro fisico secondo una stima di novembre 2025. Il 27 novembre 2025 Bitcoin ha chiuso a 91.334 dollari, +0,9% rispetto al giorno precedente.

quanto oro, e a che ritmo

il conto l'ha fatto una banca d'affari: 116 tonnellate di oro fisico, di cui 104 messe a garanzia del dollaro digitale e 12 dietro a un secondo token che rappresenta direttamente l'oro, per un valore complessivo attorno ai 14 miliardi di dollari. è una riserva aurea paragonabile a quella di corea del sud, ungheria e grecia.

a me però colpisce di più la velocità: 26 tonnellate comprate in tre mesi, pari al 2 per cento di tutta la domanda mondiale di oro del periodo e più di quanto ne abbia comprato qualsiasi banca centrale negli stessi tre mesi. le attese, sempre di quella banca d'affari, erano di altre 100 tonnellate entro fine anno, pagate con i profitti dell'esercizio.

la riserva, e il ritmo
cosaquanto
a garanzia del dollaro digitale104 tonnellate
dietro al token sull'oro12 tonnellate
in tutto116 t · ~14 mld $
comprate in un trimestre26 t · il 2% mondiale
com'è divisa quella riserva, e a che velocità è cresciuta. cifre della banca d'affari che le ha stimate, non nostre.

La riserva d'oro dell'emittente: 104 tonnellate a garanzia della stablecoin in dollari, 12 a garanzia di un token che rappresenta l'oro, per un totale di 116 tonnellate e circa 14 miliardi di dollari. Nel terzo trimestre 2025 ne sono state acquistate 26, pari al 2 per cento della domanda mondiale.

detta così sembra una curiosità, e invece una società privata che compra il 2 per cento della domanda mondiale di oro in un trimestre è di fatto un attore monetario. l'oro è salito del 56 per cento da inizio anno superando i 4100 dollari l'oncia, e chi compra a quel ritmo una parte di quel movimento la produce.

il problema è che la legge non lo permette

qui la faccenda diventa interessante, perché quella riserva va a sbattere contro la legge americana sulle stablecoin approvata a luglio. quella legge dice che un emittente conforme deve tenere a garanzia contante e titoli di stato a breve, e l'oro nell'elenco non c'è. di zone grigie qui non ce ne sono, è un divieto e basta.

e la stessa società aveva annunciato che entro fine anno avrebbe lanciato una seconda moneta, conforme alle regole americane e pensata per il mercato regolamentato. messe insieme, le due cose portano a una scelta quasi obbligata: due monete con due libri di regole diversi, quella regolata senza oro e quella storica con l'oro dentro.

la domanda che resta aperta è quale delle due il mercato userà davvero. una moneta con l'oro a garanzia è più robusta contro l'inflazione e meno liquida quando bisogna rimborsare in fretta; una con soli titoli di stato è il contrario. sono due prodotti diversi che si chiamano quasi uguale, ed è il tipo di distinzione che nessuno guarda finché non serve.

e intanto un exchange si è fatto svuotare il portafoglio caldo

nella stessa giornata la principale piattaforma di scambio sudcoreana ha confermato di aver perso circa 37 milioni di dollari da un portafoglio operativo su una sola rete, distribuiti su oltre 20 token diversi. depositi e prelievi su quella rete sospesi, il resto spostato al freddo, circa 8 milioni congelati con l'aiuto dei progetti coinvolti, e le perdite coperte per intero dalla piattaforma con soldi propri.

è proprio la distinzione che tutti citano e pochi spiegano ad aver limitato il danno. un portafoglio «caldo» è collegato a internet perché serve a far uscire i soldi dei clienti in tempo reale, uno «freddo» sta scollegato e per muoverlo serve una procedura fisica. il primo è comodo ma attaccabile, il secondo scomodo ma al sicuro, e in questo caso al freddo c'era tutto quello che non serviva per i movimenti della giornata.

è il secondo colpo grosso per la stessa piattaforma dopo quello del 2019, quando sparirono 342.000 unità della seconda criptovaluta e l'attribuzione finì su gruppi legati alla corea del nord. e cade nella settimana in cui la società che la controlla annuncia una fusione da 10,3 miliardi di dollari. il buco vale circa il tre per mille di quella cifra: per una piattaforma di quelle dimensioni coprirlo con soldi propri è una voce di bilancio, mentre per chi ci teneva i risparmi sarebbe stato tutto.

l'etf sulle monete private, e il prezzo

l'ultima notizia della giornata è la richiesta di un grande gestore di trasformare il suo fondo su zcash in uno strumento quotato in borsa, e sarebbe il primo su una moneta costruita per nascondere le transazioni. il cortocircuito si vede a occhio nudo: accesso regolamentato, con documento e residenza fiscale, a uno strumento che esiste per non farsi vedere.

il nostro archivio però dice una cosa che il comunicato non dice: quel giorno zcash ha chiuso a 490 dollari, in calo del 7 per cento sul giorno prima e del 25 su una settimana prima. quindi la notizia dell'accesso istituzionale è arrivata con il prezzo che si sgonfiava, al contrario di come queste storie di solito vengono raccontate dopo.

656 $una settimana prima527 $il giorno prima490 $il giorno dell'annuncio
zcash nella settimana che porta alla richiesta dell'etf, chiusure giornaliere. fonte: archivio prezzi cointalks.

Zcash nelle chiusure giornaliere: 656 dollari una settimana prima, 527 il giorno precedente, 490 il 27 novembre 2025, cioè −25 per cento in sette giorni.

bitcoin, da parte sua, ha chiuso a 91.334 dollari contro 90.484, +0,9%. le fonti di quel giorno parlavano di un rimbalzo del quattro e mezzo per cento, ma quello era il recupero dal minimo toccato durante la giornata, e da chiusura a chiusura il movimento è quello scritto qui. per il resto contava il quadro macro: una grande banca aveva ribaltato la previsione sui tassi e adesso si aspettava un taglio a dicembre.

27 novembre 2025pubblicata con le chiusure del giorno, ricalcolate sul nostro archivio
le parole di questo pezzo · 3
exchange
la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
stablecoin
un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
token
l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.
notizia · 27 novembre 2025tutte le notizie