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il mercato non è più fatto delle stesse persone, e si vede da quanto si muove

duecento miliardi sono entrati da fondi quotati e casse aziendali, che comprano con orizzonti misurati in anni. e la conseguenza, più che un prezzo che sale, è un prezzo che oscilla la metà di prima.
la posizione
chi possiede bitcoin oggi è un'altra persona rispetto a otto anni fa: circa duecento miliardi di dollari sono entrati da fondi quotati e casse aziendali. sul prezzo non dice niente, ma spiega perché oggi oscilla la metà di prima.

la mappa di chi ha comprato

partiamo dai soldi veri, lasciando stare la capitalizzazione, che è un prezzo moltiplicato per una quantità e non dice quanto denaro sia stato tirato fuori davvero. i fondi quotati americani, approvati a gennaio del 2024, a fine anno gestivano oltre 120 miliardi di dollari, e il più grande gestore patrimoniale al mondo da solo teneva 800.000 bitcoin per conto dei suoi clienti.

sul fronte delle società, oltre 160 aziende quotate in borsa tenevano bitcoin in cassa come terrebbero dollari o oro. il caso limite è quella che dell'accumulo ha fatto il suo mestiere: a fine 2024 aveva 447.000 bitcoin, comprati a una media di 62.500 dollari l'uno e pagati emettendo azioni e debito convertibile.

sommando le due voci si arriva intorno ai duecento miliardi di dollari investiti davvero. per fare un confronto, nel 2016 l'intero mercato delle criptovalute ne valeva sei, e un solo compratore annoiato poteva spostare i prezzi da solo, come per anni è successo. quella era la struttura, e la struttura è cambiata.

duecento miliardi, in due voci
chiquanto
fondi quotati americanioltre 120 miliardi $
di cui il maggiore gestore800.000 btc
società quotate con btc in cassaoltre 160
di cui la più esposta447.000 btc a 62.500 $
la mappa del capitale come la riportavano le fonti di dicembre 2025. non sono numeri nostri: non li possiamo rifare.

A fine 2025 le fonti citate riportavano: oltre 120 miliardi di dollari negli ETF bitcoin americani, di cui 800.000 bitcoin detenuti dal maggiore gestore patrimoniale; oltre 160 società quotate con bitcoin in cassa; 447.000 bitcoin nella società che ne ha fatto il proprio mestiere, comprati a una media di 62.500 dollari.

cambia la fretta, più che la direzione

la differenza fra questo denaro e quello di prima sta nel tempo che si dà, più che nella dimensione. un fondo pensione che compra un fondo quotato ragiona in decenni. una società che ha finanziato gli acquisti con un debito che scade nel 2028 ha un problema nel 2028, e di giovedì prossimo le importa poco.

nessuno di questi compratori vende perché il presidente della banca centrale in conferenza stampa ha usato una parola invece di un'altra. e non perché siano più intelligenti: il loro mandato è scritto su un altro orizzonte, e la conferenza stampa non lo tocca.

la conseguenza sul mercato è meccanica. una parte crescente dell'offerta in circolazione sta in mani che non la muovono per le notizie del giorno, e quella che resta a girare, cioè la parte che reagisce, che usa la leva, che vende di notte, è una fetta più piccola dello stesso mercato. meno merce in movimento, a parità di scosse, vuol dire scosse più piccole.

il loro mandato è scritto su un altro orizzonte, e la conferenza stampa non lo tocca

il pavimento che si sono comprati

da qui viene l'argomento più discusso del settore, che è anche quello su cui si sbaglia di più. esiste un prezzo medio a cui i bitcoin in circolazione sono stati comprati, e per i grandi compratori quel prezzo è noto e pubblico: la società che ne ha 447.000 sa esattamente quanto li ha pagati, e lo sa anche il mercato.

sotto quel livello cominciano i problemi di bilancio di chi ha comprato, e sopra c'è chi ha interesse a difenderlo. una linea magica non è, è piuttosto una zona dove storicamente ricompare pressione in acquisto, perché chi ha comprato lì ha le sue ragioni per comprare ancora.

il limite del ragionamento però è grande, e sta tutto in una parola, debito: un pavimento comprato con il debito regge finché regge il debito. se il prezzo resta sotto abbastanza a lungo, quelle stesse mani diventano venditrici obbligate, e il supporto si trasforma nel suo contrario. la struttura nuova i ribassi profondi non li elimina, cambia solo chi li provoca.

quanto si è mosso il prezzo, anno per anno

questa parte l'abbiamo misurata sul nostro archivio, ed è l'unica qui dentro che non viene da terzi. se prendi tutte le chiusure giornaliere di bitcoin dal 2017 e calcoli quanto oscillano i ritorni di un giorno, anno per anno, la curva scende senza ambiguità: 83 per cento nel 2018, 81 nel 2021, 42 nel 2025.

in modo più concreto: le giornate in cui bitcoin ha perso almeno il cinque per cento erano 47 nel 2018 e 7 nel 2025. tranquillo il mercato non lo è diventato, perché 42 per cento di oscillazione annua è più del doppio di un indice azionario, ma è passato da «casinò» ad «asset volatile», e sono due categorie diverse.

83%201875%202064%202253%202445%2026
quanto oscilla bitcoin, anno per anno, sulle nostre chiusure giornaliere dal 2017. fonte: archivio prezzi cointalks; il 2026 è l'anno in corso.

L'oscillazione annualizzata dei ritorni giornalieri di Bitcoin, calcolata sul nostro archivio: 2018 83 per cento, 2020 75 per cento, 2022 64 per cento, 2024 53 per cento, 2026 45 per cento. Negli anni intermedi non mostrati: 2019 69, 2021 81, 2023 44, 2025 42 per cento.

attenzione, però, a quello che questo non dice. non dice che il prezzo salirà: nella giornata in cui scrivo bitcoin sta a 90.395 dollari, e ci è arrivato scendendo. dice che l'ampiezza dei movimenti si è ristretta mentre entravano quei duecento miliardi, che è proprio quello che ti aspetti quando cambia chi tiene la merce.

42% l'oscillazione di bitcoin nel 2025
nel 2021 era l'81%
posizione 009 · 7 dicembre 2025 · nessun esito dichiaratotutte le opinioni