maple presta miliardi a chi ha già i soldi, e a decidere è una persona, più che una formula
cosa fa, in una riga?
la differenza con aave sta tutta in chi decide. lì decide una curva: se la pool è quasi vuota il tasso sale, se è piena scende, e chiunque abbia la garanzia può prendere in prestito senza chiedere il permesso a nessuno. qui invece c'è un delegato della pool, di solito una società con verifica dell'identità completa, che guarda i bilanci di chi chiede, decide se prestargli e a quanto, controlla la garanzia giorno per giorno e liquida se serve.
Chi deposita stablecoin non presta direttamente: il capitale entra in una pool gestita da un delegato, che valuta i richiedenti, stabilisce tassi e durate, sorveglia il collaterale e attiva le liquidazioni. Il delegato trattiene una quota degli interessi ed è tenuto a depositare capitale proprio nella pool che gestisce.
quel delegato non lavora gratis, e nemmeno scoperto: trattiene una fetta degli interessi, ma deve anche mettere capitale suo nella pool che gestisce, quindi se sbaglia le valutazioni perde insieme a te. i prestiti sono per lo più sovracollateralizzati, cioè per prendere cento bisogna depositarne centocinquanta, e questo li rende sicuri quanto la garanzia che c'è dietro, più che quanto chi li ha chiesti.
Detta male: il prestito sovracollateralizzato somiglia a chiedere un prestito in banca portandosi già dietro i soldi che servono: funziona per chi ha il capitale immobilizzato e vuole liquidità senza venderlo, non per chi i soldi non ce li ha.
quanta adozione ha davvero?
Il capitale depositato su Maple è passato da 2,02 miliardi di dollari nell'agosto 2025 a un massimo di 3,25 miliardi il 30 ottobre 2025, per assestarsi a 2,62 miliardi di oggi: 30 per cento in più sull'anno, ma circa il 19 per cento sotto il massimo.
il numero da tenere accanto, però, è il massimo: 3,25 miliardi il trenta ottobre dell'anno scorso. da lì il capitale è sceso di circa il 19 per cento e non è più tornato su. la storia vera, quindi, è quella di un protocollo che è cresciuto per un anno, ha toccato il tetto in autunno e da allora si è fermato un po' più in basso.
in un mercato del credito questa forma non è per forza un brutto segno. il capitale che entra deve trovare qualcuno a cui essere prestato, e se i richiedenti sono poche decine di istituzioni verificate, oltre un certo punto il denaro in più resterebbe fermo senza rendere niente, e chi l'ha messo se ne andrebbe. il tetto, qui, è la dimensione della nicchia, e sul prodotto non dice niente.
chi si tiene gli interessi?
Negli ultimi trenta giorni gli interessi pagati su Maple sono stati 10,18 milioni di dollari. Di questi, circa 8,66 milioni sono tornati a chi aveva depositato il capitale e 1,52 milioni sono rimasti al protocollo: il 15 per cento del totale.
quasi tutti saltano questo passaggio e ti raccontano il giro d'affari come se fosse la cassa. il giro d'affari annuo di maple è di 109,5 milioni, la cassa del protocollo di 13,56, e chi cita il primo numero sta parlando dei soldi di qualcun altro. sul capitale depositato la cassa vale circa mezzo punto percentuale l'anno, che è poco, ma è la percentuale giusta da guardare per capire quanto pesa la struttura.
dagli stessi numeri esce anche il prezzo del credito: su 1,83 miliardi davvero prestati, 109,5 milioni di interessi fanno circa il 6,0 per cento annuo pagato da chi prende e circa il 3,7 per cento incassato da chi presta. è il rendimento di un credito garantito, e se ti aspetti due cifre stai guardando il prodotto sbagliato.
quanto è facile uscire?
Il 70% del capitale depositato su Maple è prestato ai richiedenti: circa 1,83 miliardi di dollari. Restano nella pool circa 786 milioni, ed è da quella parte che passano i prelievi immediati; oltre quella cifra si attende il rientro dei prestiti.
quei soldi fermi sono la porta. finché chi chiede di uscire sta dentro quella cifra esce, oltre si mette in coda e aspetta che rientri un prestito. nessun difetto nascosto e nessun exchange rotto, è il modo in cui funziona un fondo di credito, dove il capitale è impegnato fino a una scadenza e prima di quella non torna.
la cosa da tenere d'occhio è il rapporto fra le due parti. un utilizzo alto vuol dire che il capitale lavora e rende, uno altissimo vuol dire che la porta si stringe proprio quando serve, perché nei momenti brutti le richieste di uscita arrivano tutte insieme, ed è proprio allora che i prestiti non rientrano prima del tempo.
da quante cose dipende?
Il 76,7% del capitale di Maple sta su Ethereum; l'allocazione è decisa da poche società delegate; i prestiti vanno a poche decine di istituzioni, tutte esposte allo stesso mercato. Le tre concentrazioni si sommano invece di compensarsi.
la seconda sono i delegati. i miliardi nelle pool li allocano un pugno di società che decidono a chi prestare, senza un algoritmo pubblico. un delegato che sbaglia le valutazioni in modo sistematico fa danni a tutte le pool che gestisce, perché la selezione dei debitori è la stessa in tutte.
la terza sono i debitori. il credito istituzionale crypto è un club di poche decine di nomi, tutti esposti allo stesso mercato, e quando va male va male a tutti insieme. qui la diversificazione è un limite del settore più che una scelta di portafoglio, perché non ci sono abbastanza controparti diverse fra cui dividere il rischio.
la governance conta qualcosa?
su quello che decide davvero i rendimenti e le perdite, però, il voto non arriva. a chi prestare, a che tasso, con quanta garanzia e quando liquidare lo decide il delegato della pool, caso per caso, con criteri che non stanno onchain. la governance governa la cornice, il credito lo fa qualcun altro.
chi decide cosaLa governance di SYRUP vota su parametri di protocollo, strategie per la liquidità inattiva, apertura di nuove pool e assegnazione di fondi. Restano fuori dal voto le decisioni di credito: quali richiedenti approvare, a quale tasso, con quale collaterale e quando liquidare. Le prende il delegato della pool.
sul token c'è una cosa da sapere. nasce dalla conversione del vecchio mpl, uno a cento, un'operazione di facciata che non ha cambiato il valore, e ha un'inflazione dichiarata del cinque per cento l'anno. chi tiene syrup viene diluito ogni anno di quella cifra, quindi le commissioni che incassa con lo staking devono almeno pareggiarla, se no ci perde.
la squadra regge?
quel fallimento ha cambiato il prodotto, ed è per questo che oggi i prestiti sono per lo più sovracollateralizzati, invece che concessi sulla parola. un team che ha visto saltare il suo modello e l'ha riscritto, come giudizio, vale più di uno che non è mai stato messo alla prova, ma quello che è successo va tenuto a mente, non archiviato.
dopo, l'esecuzione è stata regolare: prodotti a deposito semplice per chi non vuole scegliersi la pool, contratti separati con lo standard comune per i depositi, la conversione del token portata a termine, la liquidità ferma messa a rendere su protocolli esterni. niente di spettacolare, e niente che sia saltato in aria.
Nel dicembre 2022 un debitore andò in default per circa trentasei milioni di dollari su una pool di Maple, dopo il crollo di FTX: i prestiti non erano sufficientemente collateralizzati e il delegato che li aveva approvati fu rimosso. Il modello passò poi al collaterale in eccesso, seguirono i prodotti a deposito semplice, la conversione del token e l'impiego della liquidità inattiva su protocolli esterni.
dove si rompe?
Se un debitore non restituisce, il collaterale viene liquidato; se la liquidazione avviene in un mercato illiquido non copre il prestito, e la differenza resta in carico alla pool, cioè a chi ha depositato. L'anello critico è la liquidazione, perché fallisce proprio nei momenti in cui i default si concentrano.
l'anello debole è il terzo. che un debitore salti è normale ed è messo in conto, che la garanzia si liquidi male succede solo nei giorni in cui scende tutto insieme, che guarda caso sono gli stessi giorni in cui i debitori saltano. i due eventi vanno insieme, e un modello che li tratta come indipendenti sottostima il rischio.
ci sono poi due rischi che col mercato non c'entrano. il primo è normativo: prestare soldi a istituzioni verificate, con contratti negoziati, somiglia parecchio a un'attività bancaria, e se un regolatore decidesse di trattarla come tale il modello dovrebbe cambiare. il secondo è di efficienza: chiedere centocinquanta per prestare cento tiene fuori chiunque abbia accesso al credito normale, e mette alla domanda un tetto che nessuna esecuzione può alzare.
i concorrenti diretti, oggiConfronto fra maple e i concorrenti diretti della stessa categoria, sui criteri misurati e tutti presi il 2026-11-02 dalla stessa fonte (defillama). Capitale: maple 2,62 mld, centrifuge n.d., clearpool 20 mln, truefi 0 mln. Ricavi 30 giorni: maple 1,52 mln, centrifuge 0,31 mln, clearpool 0 mln, truefi n.d.. Interessi 30 giorni: maple 10,18 mln, centrifuge 3,65 mln, clearpool 0,04 mln, truefi n.d.. Sulla prima blockchain: maple 76,7%, centrifuge n.d., clearpool 99,4%, truefi 99,7%. 4 celle sono vuote: la fonte non espone quel dato per quel nome.
questa review si aggiorna da sola, entro limiti dichiarati
le parole di questo pezzo · 10
- blockchain
- un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
- collaterale
- quello che lasci a garanzia del prestito. se il suo prezzo scende troppo, te lo vendono per chiudere il debito.
- exchange
- la piattaforma dove si scambiano criptovalute. centralizzata se tiene i fondi dei clienti, decentralizzata se gli scambi avvengono onchain.
- governance
- l'insieme delle regole con cui si prendono le decisioni su un protocollo: chi propone, chi vota, chi esegue.
- liquidazione
- la vendita forzata del collaterale quando il debito diventa troppo grande rispetto alla garanzia.
- onchain
- che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
- pool
- la cassa comune su cui avvengono gli scambi: chi ci mette dentro le proprie monete si prende una fetta delle fee.
- stablecoin
- un token costruito per valere sempre quanto una valuta, di solito il dollaro. cambia il modo in cui ci riesce: riserve in banca, collaterale onchain, coperture sui derivati.
- staking
- immobilizzare token per far funzionare una rete o un protocollo, ricevendo in cambio un rendimento. i token restano vincolati per un certo tempo.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.