pendle ha inventato il mercato dei rendimenti e poi il mercato dei rendimenti è sparito
cosa fa, in una riga?
chi compra il pezzo del capitale lo paga meno di quanto varrà a scadenza, e a scadenza lo riscatta pieno, quindi si porta a casa un tasso fisso, deciso il giorno dell'acquisto. chi compra il pezzo del rendimento si prende invece tutto quello che maturerà da qui alla scadenza, e alla fine gli resta in mano niente: è una scommessa sul rendimento futuro, con dentro una leva che non si vede.
Un asset che genera rendimento viene separato in due token: il primo rappresenta il capitale, riscattabile per intero alla scadenza; il secondo tutto il rendimento che maturerà fino a quella data. Sommati, i due token ricompongono sempre l'asset di partenza.
i due pezzi, sommati, ricompongono sempre la cosa di partenza, ed è questo che tiene allineati i prezzi, perché se qualcuno trova uno scostamento lo chiude comprando l'uno e vendendo l'altro. il tutto gira su un mercato costruito apposta, dove il pezzo del capitale si avvicina al valore pieno man mano che la scadenza si avvicina, e chi ci mette liquidità non subisce l'impermanent loss delle pool normali, perché i due prezzi prima o poi tornano a coincidere.
quanta adozione è rimasta?
Il capitale depositato su Pendle era di 9,56 miliardi di dollari nell'agosto 2025, è salito al massimo di 13,39 miliardi nel settembre 2025 ed è sceso a 1,03 miliardi di oggi: una contrazione del 92% dal massimo.
la ragione è più scomoda di un difetto del prodotto: pendle vive di rendimenti da separare, e i rendimenti onchain si sono compressi dappertutto. quando un asset rende il tre per cento invece del quindici, il pezzo del rendimento vale poco, la scommessa attira meno gente e il capitale che stava lì per farla se ne va altrove.
quello che resta non è poco: con 1,03 miliardi di dollari pendle è ancora il posto dove il mercato dei rendimenti separati esiste davvero, senza concorrenti della stessa taglia. ma è un mercato che si è ridotto a un decimo, e va letto per quello che è, senza raccontarsi che è solo una pausa.
i ricavi reggono?
Negli ultimi trenta giorni Pendle ha incassato 0,48 milioni di dollari di fee, pari a 5,8 milioni su base annua, contro i 21,9 milioni dei dodici mesi precedenti.
il modo in cui incassa, però, è più sano di quello di molti altri: le commissioni arrivano dagli scambi e dal rendimento che passa nel sistema, senza emettere token nuovi. quando il volume c'è i soldi ci sono davvero, quando non c'è mancano, e questo è un difetto onesto, di quelli che vedi subito invece di scoprirli dopo.
quello da guardare nei prossimi trimestri è se le commissioni scendono più in fretta del capitale o più piano. se il capitale si stabilizza e le commissioni continuano a scendere, vuol dire che chi è rimasto sta fermo, e un mercato dove nessuno scambia smette di essere un mercato.
quanto si scambia, su quel che resta?
ogni mese
In trenta giorni su Pendle sono passati 1052 milioni di dollari di scambi su 1,03 miliardi di capitale depositato: circa il 102 per cento del totale si muove ogni mese.
per un mercato di rendimenti è una rotazione alta, e dice una cosa precisa: chi è rimasto lo usa davvero, invece di parcheggiarci il capitale in attesa di un premio. la parte speculativa se n'è andata insieme ai rendimenti alti, ed è rimasto chi usa lo strumento per fissarsi un tasso.
c'è poi un vantaggio strutturale che si trova di rado: qui chi fornisce liquidità non subisce l'impermanent loss, perché i due pezzi a scadenza convergono per costruzione. il rischio che corri mettendoci il capitale è il tasso, e quello si può calcolare prima di entrare.
da quante blockchain dipende?
Circa il 76,1% del capitale di Pendle sta su Ethereum; le tre blockchain immediatamente successive ne tengono insieme un altro 21,7%, e il resto è distribuito in quote inferiori al mezzo punto. Le blockchain che superano quella soglia sono 6.
l'espansione fuori da ethereum è stata vera e recente, ed è il motivo per cui la contrazione non è andata anche peggio: mercati nuovi su blockchain nuove hanno raccolto capitale che su ethereum non c'era più. il rovescio della medaglia è che ogni blockchain in più aggiunge un contratto, un ponte e un insieme di rendimenti da tenere d'occhio.
per un protocollo come questo avere il grosso del capitale su una sola blockchain non è un campanello d'allarme, perché è lì che sta la liquidità seria. lo diventerebbe se quella quota scendesse perché la gente se ne va, invece che perché cresce altrove, ed è questa la differenza da guardare nel prossimo trimestre.
la governance conta qualcosa?
L'ottanta per cento delle fee di scambio va a chi blocca il token; il resto resta al protocollo. Il diritto di voto è legato a quel flusso, non separato da esso.
è un diritto di voto legato a un flusso di denaro che esiste davvero. la nostra guida sul valore di un token la chiama cattura di valore, e la distingue dal voto e basta proprio con esempi come questo, dove chi decide subisce le conseguenze di quello che decide, perché ha i token bloccati.
il prezzo da pagare è la rigidità. due anni sono lunghi, e chi blocca i token in un mercato che si sta restringendo si ritrova legato a un flusso di commissioni più magro di quello che aveva in mente. il meccanismo resta giusto, è la materia prima che è calata.
la squadra regge?
La seconda versione del mercato dedicato, quella che elimina l'impermanent loss, è in funzione; l'espansione oltre Ethereum ha portato quattordici blockchain; il prodotto sui tassi di finanziamento dei perpetual è uscito; in tre anni non ci sono stati incidenti gravi sui contratti.
in tre anni di funzionamento non c'è stato nessun incidente grave sui contratti, in un campo dove le scadenze e gli scambi automatici sono complicati da scrivere. è una prova di esecuzione, anche se sul futuro non garantisce niente.
la domanda aperta riguarda dove andare, più che le capacità tecniche. un team che sa costruire, in un mercato che si è ridotto a un decimo, deve decidere se aspettare che i rendimenti tornino o costruire qualcos'altro con lo stesso strumento, e la risposta a questa domanda vale più di qualunque numero del trimestre.
quanto rischia il meccanismo?
i rischi tecnici ci sono, ma vengono dopo. le scadenze creano momenti in cui la liquidità si sposta tutta insieme, ogni blockchain aggiunta allarga la superficie d'attacco, e la qualità del rendimento dipende dai protocolli sottostanti, che pendle non controlla. se un rendimento sottostante si rivela finto, il pezzo del rendimento vale zero, e chi lo teneva ha comprato aria.
Detta male: separare il capitale dal rendimento futuro è un'idea talmente elegante che viene da chiedersi perché non ci avesse pensato nessuno, e talmente astratta che quasi nessuno sa che quel mercato esiste.
il verdetto sta tutto in questa distanza: un meccanismo solido, una cattura di valore vera, un'esecuzione dimostrata, e un mercato che si è ridotto di nove decimi per ragioni che non dipendono da chi l'ha costruito. vale la pena guardarlo se pensi che i rendimenti torneranno, e non ha senso tenerlo se pensi di no.
i concorrenti diretti, oggiConfronto fra pendle e i concorrenti diretti della stessa categoria, sui criteri misurati e tutti presi il 2026-11-02 dalla stessa fonte (defillama). Capitale: pendle 1,03 mld, spectra 10 mln, napier 0 mln. Fee 30 giorni: pendle 0,48 mln, spectra 0,01 mln, napier 0 mln. Sulla prima blockchain: pendle 76,1%, spectra 66,4%, napier 93,8%.
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le parole di questo pezzo · 8
- blockchain
- un registro di scritture che sta su molte macchine insieme, dove ogni blocco porta l'impronta del precedente e riscrivere il passato costa più di quanto renda.
- fee
- quello che si paga per usare un protocollo. può andare a chi fornisce il servizio, a chi possiede il token, o a entrambi.
- governance
- l'insieme delle regole con cui si prendono le decisioni su un protocollo: chi propone, chi vota, chi esegue.
- impermanent loss
- quanto perdi tenendo le monete in una pool invece che ferme nel portafoglio, quando i due prezzi si allontanano fra loro.
- onchain
- che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
- perpetual
- il contratto che segue il prezzo di una moneta senza mai scadere: per restare aperti si paga o si incassa il funding.
- pool
- la cassa comune su cui avvengono gli scambi: chi ci mette dentro le proprie monete si prende una fetta delle fee.
- token
- l'unità emessa da un protocollo. può servire a votare, a pagare, a ricevere ricavi, o a niente.