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il conto dall'halving al massimo torna tre volte su tre, e non è ancora una legge

sul nostro archivio i tre cicli distano 525, 546 e 534 giorni dall'halving: ventuno giorni di scarto. è la regolarità che convince tutti, ed è esattamente il numero di osservazioni che non basta a dimostrare niente.
la posizione
il ciclo dell'halving è la convinzione più radicata di questo mercato, e poggia su tre osservazioni. tre. il conto torna, e torna stretto, 21 giorni di scarto su un'attesa di quasi diciotto mesi. spiega bene perché ci crediamo, ma da solo non dimostra che sia vero.

quanto torna, per la precisione

partiamo dal conto vero, che di solito si cita a memoria. sul nostro archivio di chiusure giornaliere, dal dimezzamento della ricompensa al massimo del ciclo passano 525 giorni la prima volta, 546 la seconda, 534 la terza. in mesi: 17,2, 17,9, 17,5.

21 giorni di scarto fra il più corto e il più lungo, su un'attesa che sfiora i diciotto mesi. in altre parole, se nel maggio del 2024 qualcuno avesse scritto «il massimo arriva verso ottobre 2025», ci avrebbe preso con un margine di tre settimane. questa regolarità è precisa, e chi la prende in giro di solito non si è mai messo a contarla.

dal 9 luglio 2016525 giornidal 11 maggio 2020546 giornidal 20 aprile 2024534 giorni
quanto è passato dal dimezzamento della ricompensa al massimo di chiusura del ciclo, le tre volte che è successo. fonte: archivio prezzi cointalks; le date dei dimezzamenti sono pubbliche.

Dal dimezzamento della ricompensa al massimo di chiusura del ciclo, misurato sul nostro archivio: 9 luglio 2016 → 16 dicembre 2017, 525 giorni; 11 maggio 2020 → 8 novembre 2021, 546 giorni; 20 aprile 2024 → 6 ottobre 2025, 534 giorni. Lo scarto fra il ciclo più corto e il più lungo è di 21 giorni.

parto da qui perché l'argomento di questo pezzo funziona solo se si parte dal caso più forte della parte opposta. il conto torna, quindi la domanda da farsi è un'altra: cosa ti autorizza a fare un conto che torna tre volte?

cosa può reggere un campione di tre

tre osservazioni sono un aneddoto capitato tre volte, più che un campione. e non lo dico per fare il pignolo: in qualunque altro mestiere nessuno firmerebbe una previsione su una base così. con tre punti ci passi una curva che li tocca tutti, e ne passano infinite altre, tutte ugualmente compatibili con quello che si è visto.

e i tre punti non sono nemmeno confrontabili fra loro, che è il problema più grosso. nel 2016 questo mercato valeva pochi miliardi ed era fatto di appassionati, nel 2020 c'erano i primi fondi e una pandemia che riempiva il mondo di liquidità, nel 2024 ci sono strumenti quotati in borsa, società con la moneta in cassa e autorità che ne scrivono le regole. chiamare «lo stesso esperimento» tre situazioni così diverse è la parte che non regge.

poi c'è la terza variabile, che è la spiegazione più noiosa e anche la più probabile. la liquidità globale ha un suo ciclo, e nei tre casi si è mossa in modo compatibile con quello che ha fatto il prezzo. se è una terza cosa a muovere entrambi, la coincidenza fra dimezzamento e massimo è vera e inutile allo stesso tempo, come il gelato e le insolazioni, che vanno insieme senza che l'uno causi le altre.

tre osservazioni fanno al massimo un aneddoto capitato tre volte

quello che il dimezzamento fa, e quello che gli viene attribuito

conviene separare le due cose, perché nei discorsi di tutti i giorni stanno appiccicate. il dimezzamento fa una cosa sola, ed è certa: taglia a metà quanto se ne emette di nuovo. da lì discende, con qualche passaggio ma senza salti, che chi produce i blocchi ha la metà delle monete nuove da vendere per pagare le bollette. fin qui sono fatti.

tutto il resto è dedotto, e nessuno l'ha mai dimostrato: che il taglio causi il rialzo, che il rialzo duri circa diciotto mesi, che la discesa cominci dodici o diciotto mesi dopo il massimo, che la sequenza si ripeta. sono quattro affermazioni diverse: la prima è discutibile, le altre tre descrivono quello che è successo e vengono spacciate per regole su quello che succederà.

e c'è un pezzo che si è mosso e che quasi nessuno aggiorna: chi produce i blocchi non vende più come prima. i flussi dai loro portafogli mostrano modi di incassare diversi dai cicli passati, perché si finanziano sui mercati, tengono, vendono in anticipo. se l'unico meccanismo causale plausibile è cambiato, la teoria che ci si appoggia sopra va almeno riesaminata.

il fatto e la deduzione
quello che faquello che gli viene attribuito
dimezza le monete nuovecausa il rialzo
dimezza quanto devono vendereil rialzo dura diciotto mesi
succede a data previstala discesa arriva dopo un anno
(ed è tutto qui)e la sequenza si ripete
a sinistra quello che il dimezzamento fa e si può verificare, a destra quello che gli viene attribuito e non è mai stato dimostrato.

Il dimezzamento riduce del cinquanta per cento l'emissione di nuove monete e quindi la quantità che chi produce blocchi deve vendere: sono fatti verificabili. Che causi un rialzo, che il rialzo duri diciotto mesi, che la discesa arrivi dopo un anno e che la sequenza si ripeta sono invece deduzioni non dimostrate.

e le altcoin, che nel frattempo stavano da un'altra parte

mentre si discuteva del ciclo, le prime cento monete diverse da bitcoin stavano in media il 70 per cento sotto il loro massimo, contro l'80 per cento toccato sul fondo dei mercati orso passati, cioè a dieci punti dai minimi dei cicli passati. sono cifre della fonte di allora, e non le abbiamo misurate noi.

la parte interessante è la sequenza, più del livello. nei mercati orso classici bitcoin scendeva per primo e le altre lo seguivano più violentemente, ma nello stesso periodo. qui le altre erano scese per mesi mentre bitcoin teneva: due mercati con due orologi diversi, più che un mercato solo con due velocità.

la spiegazione più semplice è che il denaro arrivato dagli strumenti quotati e dalle casse aziendali sia entrato solo su bitcoin, mentre le altre sono rimaste appese al denaro dei piccoli risparmiatori, che si è ritirato. se è così, il ciclo unico non è né finito né vivo, perché di cicli semplicemente non ce n'è più uno solo, e chiedersi a che punto siamo diventa una domanda senza soggetto.

cosa guardo io, al posto del conto dei mesi

la conseguenza pratica sarebbe comodo riassumerla in «non guardare niente», ma sarebbe falso. al posto di un contatore che ti dice dove siamo servono misure che ti dicano cosa sta facendo il denaro: i flussi in entrata e in uscita dagli strumenti quotati, che si contano ogni giorno, gli acquisti delle società che tengono la moneta in cassa, che finiscono nei loro bilanci, e i movimenti dei grandi portafogli, con tutti i limiti che hanno.

quei limiti vanno detti, perché chi vende certezze onchain non li dice mai. un portafoglio non è una persona: un trasferimento fra due indirizzi della stessa entità si legge come una vendita anche quando non lo è, e su una settimana sola quel rumore pesa quanto il segnale. funziona sui numeri grandi e sui tempi lunghi, come categoria, mentre come oroscopo del martedì non serve a niente.

e sopra tutto c'è la cosa che nessuno vuole sentirsi dire: nessuna di queste misure prevede qualcosa. ti dicono in che condizioni è il mercato adesso, che è già molto più di quanto faccia un conto alla rovescia. sapere dove sei e sapere dove vai sono due cose diverse, e distinguerle è tutta la differenza fra un metodo e una fede, e sulla fede questo mercato è messo benissimo.

detta male
il conto torna tre volte su tre: è il numero di volte che convince tutti e non dimostra niente

Detta male: il conto torna tre volte su tre, e tre volte è esattamente il numero di osservazioni che convince tutti e non dimostra niente.

21 giorni di scarto fra i tre cicli,
dall'halving al massimo
le parole di questo pezzo · 2
halving
il dimezzamento programmato di quanti bitcoin nuovi entrano in circolazione, ogni quattro anni circa.
onchain
che avviene sulla catena, quindi verificabile da chiunque.
posizione 011 · 22 novembre 2025 · nessun esito dichiaratotutte le opinioni